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Come guadagnare nel mercato ribassista: 3 alternative

Per guadagnare in un mercato ribassista nel 2026, puoi: 1) applicare il DCA acquistando azioni difensive; 2) investire in ETF inversi come Xtrackers S&P 500 Inverse; 3) aprire posizioni short con futures o opzioni.
guadagnare nel mercato ribassista - orso su sfondo rosso

Il mercato ribassista del 2026 è già arrivato e molti investitori si stanno chiedendo come proteggere il proprio capitale quando la Borsa scende. Inoltre, se gli ultimi anni ci hanno insegnato qualcosa, è che i ribassi sono sempre più rapidi e profondi, come abbiamo visto dopo la pandemia o durante la crisi dei dazi promossa da Trump.

Anche questa volta sta succedendo lo stesso:

  • L’S&P 500 e il Nasdaq hanno perso oltre il 10% in poche settimane.
  • L’indice VIX ha raggiunto quota 34, segnale di forte volatilità.
  • Il petrolio sopra i 100 dollari al barile minaccia una nuova ondata inflazionistica.

Per questo motivo, oggi vedremo 3 alternative su come investire per sfruttare la finestra di opportunità, sempre più ridotta, che i mercati ribassisti lasciano agli investitori.

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Perché la Borsa scende nel 2026?

Se l’anno scorso a pesare erano state soprattutto le tensioni commerciali e la questione dei dazi, questa volta il fattore scatenante sembra essere il coinvolgimento diretto degli Stati Uniti nel conflitto tra Israele e Iran. Questo scenario ha provocato nuove tensioni nello Stretto di Hormuz, facendo impennare il prezzo del petrolio oltre i 100 dollari al barile, verso livelli molto elevati in termini storici.

Negli ultimi 25 anni, infatti, si contano pochi precedenti con prezzi del greggio così alti: tra i casi più evidenti ci sono la crisi finanziaria del 2008 e la fase seguita all’invasione russa dell’Ucraina.

In un quadro di questo tipo, i mercati hanno reagito con nervosismo. I principali indici statunitensi sono scesi rapidamente, mentre in Europa le correzioni sono risultate in alcuni casi ancora più marcate. Anche il VIX, che misura la volatilità implicita delle opzioni sull’S&P 500 ed è spesso considerato un indicatore della paura sui mercati, si è riportato su livelli di forte tensione.

Dal 2020 in poi, si tratta di uno dei suoi picchi più alti, superato solo dalle fasi di maggiore stress della pandemia e da altri episodi recenti di forte instabilità.

Il problema è che, se gli Stati Uniti possono contare su una relativa autosufficienza energetica, lo stesso non vale per molte economie alleate, soprattutto in Europa e in Asia. Questo rende più difficile sostenere a lungo prezzi del petrolio così elevati senza il rischio di una nuova ondata inflazionistica e di un rallentamento dell’attività economica.

In fondo, il petrolio continua a essere una componente centrale dell’economia reale: industria, logistica, agricoltura, trasporti e servizi risentono tutti di un aumento prolungato dei costi energetici. E quando questo accade, il mercato inizia a scontare scenari meno favorevoli per crescita e utili aziendali.

È proprio questa combinazione di paura, volatilità e incertezza a creare il terreno tipico di un mercato ribassista. E, in una fase del genere, capire come comportarsi diventa essenziale.

Quanto dura un mercato ribassista e di quanto scende la Borsa?

Una volta compresa la situazione attuale, vale la pena allargare lo sguardo. Per quanto ogni ribasso abbia cause diverse, la storia dei mercati ci mostra che le correzioni profonde fanno parte del normale ciclo finanziario.

Nel corso dell’ultimo secolo non sono mancati eventi anche più gravi: guerre, crisi sistemiche, shock energetici, fine di regimi monetari, pandemie e recessioni. Eppure, nonostante tutto, i mercati hanno sempre continuato a muoversi per cicli.

andamento sp500 dal 1900 al covid

Guardando ai grandi ribassi della Borsa moderna, emergono due considerazioni ricorrenti:

  1. i ribassi tendono a essere molto intensi;
  2. spesso, però, si sviluppano in tempi relativamente più brevi rispetto al passato.

Se prendiamo come riferimento gli ultimi 40 anni, possiamo sintetizzare alcune delle principali fasi ribassiste così:

EventoRibassoDurata
Crollo del lunedì nero (1987)33%Appena un paio di mesi
Bolla dot-com (2000-2002)49%30 mesi
Crisi finanziaria (2007-2009)57%17 mesi
Covid (2020)34%Appena un mese e mezzo
Inflazione e rialzo dei tassi (2022)25%10 mesi
Dazi di Trump (2025)20%3 mesi
Conflitto in Medio Oriente12%?

Nel complesso, questa tabella suggerisce che negli ultimi 40 anni il ribasso medio dell’S&P 500 si sia aggirato intorno al 33%, con una durata media di circa 12 mesi.

Alternative per guadagnare nel mercato ribassista

La realtà è semplice: quasi senza accorgercene, possiamo entrare in un nuovo mercato ribassista. Ed è proprio qui che nasce la domanda centrale di questa guida: come guadagnare nel mercato ribassista senza esporsi in modo sconsiderato?

Le alternative esistono, ma non sono tutte adatte a ogni investitore. Alcune hanno una logica più prudente e progressiva, altre sono più speculative e richiedono maggiore esperienza.

Vediamo le tre opzioni più rilevanti.

Mediare il ribasso

Quando i mercati scendono, molti investitori si bloccano. Paradossalmente, spesso si sentono più sicuri a comprare sui massimi storici che non durante una fase di correzione, quando i prezzi sono più bassi.

Eppure esiste una strategia semplice e molto utilizzata per affrontare un mercato ribassista: il DCA, cioè il Dollar Cost Averaging. Consiste nell’investire una somma fissa a intervalli regolari, per esempio ogni mese, indipendentemente dal fatto che il mercato salga o scenda.

In una fase ribassista questa logica può essere particolarmente utile, perché permette di acquistare più quote quando i prezzi scendono. In questo modo si abbassa progressivamente il prezzo medio di carico e ci si prepara meglio a un eventuale recupero successivo del mercato.

come fare dollar cost averaging esempi concreti con azioni

Per fare un esempio storico, se un investitore avesse comprato sul picco della crisi del 1929 e poi fosse rimasto fermo, avrebbe impiegato molti anni per recuperare. Se invece avesse continuato a investire gradualmente nel tempo, il recupero sarebbe stato molto più rapido.

Questa è la forza del DCA: non elimina il rischio, ma lo distribuisce. Inoltre, aiuta a mantenere un approccio razionale nei momenti in cui il mercato tende a spingere verso scelte emotive.

In questo senso, anche le cosiddette azioni difensive possono avere un ruolo interessante, perché in genere subiscono ribassi meno violenti e possono rendere più ordinata la costruzione della posizione.

Comprare ETF o fondi inversi

La seconda strada è più speculativa e richiede maggiore attenzione. Tuttavia, per chi cerca un modo diretto per guadagnare nel mercato ribassista, gli ETF inversi possono rappresentare uno strumento molto interessante.

Gli ETF inversi sono prodotti che tendono a salire quando il mercato di riferimento scende. Se, per esempio, si acquista un ETF inverso sull’S&P 500, questo dovrebbe muoversi in senso opposto rispetto all’indice. In linea teorica, se l’S&P 500 perde l’1%, l’ETF inverso può guadagnare circa l’1%.

Il vantaggio è chiaro: permettono di coprire il portafoglio o di sfruttare una fase ribassista senza dover liquidare necessariamente gli investimenti già presenti in portafoglio. In altre parole, consentono di prendere posizione sul ribasso mantenendo in piedi la strategia di lungo periodo.

Ecco alcuni esempi di ETF inversi:

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Detto questo, bisogna essere molto chiari: questi strumenti sono pensati soprattutto per un investimento a breve periodo. Il loro funzionamento giornaliero li rende poco adatti a essere mantenuti a lungo, soprattutto in mercati molto volatili o soggetti a rimbalzi improvvisi.

Aprire posizioni short con futures o opzioni

La terza alternativa è ancora più avanzata. Qui entriamo nel campo delle strategie ribassiste vere e proprie, pensate per investitori o trader che hanno già una certa dimestichezza con strumenti derivati e gestione del rischio.

L’idea di fondo è semplice: invece di limitarsi a difendersi, si cerca di trarre profitto dal ribasso attraverso posizioni short su futures oppure tramite strategie con opzioni.

Come funziona una posizione short con i futures? I futures permettono di prendere posizione al ribasso su un indice o su un altro sottostante. Se il mercato scende, una posizione short guadagna valore. Questo significa che, almeno in teoria, è possibile ottenere profitti anche mentre il listino perde terreno.

È una strategia che può essere usata sia in chiave speculativa sia come copertura del portafoglio. Ecco alcuni futures sui principali indici statunitensi:

FutureMovimento del prezzo per puntoCommissione
Future E-Mini S&P 50050 USD6 USD
Future Micro E-Mini S&P 5005 USD1,25 USD
Future E-Mini Nasdaq20 USD6 USD
Future Micro E-Mini Nasdaq2 USD1,25 USD

Strategie di copertura con opzioni

Anche le opzioni possono essere usate per affrontare un mercato ribassista, soprattutto quando l’obiettivo non è solo speculare, ma anche contenere il rischio.

Una delle strategie più note è la Put Debit Spread, chiamata anche bear put spread. In pratica, si costruisce acquistando una put con strike più alto e vendendo contemporaneamente una put con strike più basso, entrambe con la stessa scadenza.

La logica è questa:

  • si acquista una put per beneficiare di un possibile ribasso;
  • si vende una seconda put per ridurre il costo complessivo della strategia.
esempio bear put spread

Supponiamo, per esempio, che l’S&P 500 sia a 4.000 punti e che tu ti aspetti una discesa nel breve termine:

  • compri una put con strike a 3.950;
  • vendi una put con strike a 3.900.

Se l’indice scende verso 3.900 punti, la put acquistata aumenta di valore, mentre quella venduta compensa solo in parte questo movimento. Il risultato è una strategia ribassista con rischio più controllato rispetto all’acquisto secco di una singola opzione put.

Naturalmente, in tutti questi casi serve molta prudenza. Futures e opzioni sono strumenti complessi, che possono essere molto efficaci ma anche molto pericolosi se usati senza una piena comprensione del loro funzionamento.

Non fare nulla

Diciamo che questa è un'alternativa bonus (te ne avevo promesse 3, ma questa va senza dubbio contata come la quarta).

A prima vista può sembrare la scelta più prudente, ma spesso non lo è. In un mercato ribassista, restare completamente immobili non significa evitare una decisione: significa accettare passivamente che sia il mercato a decidere per te.

Molti investitori scelgono di aspettare che passi la tempesta, sperando in un recupero automatico e rapido. Ma questo approccio può rivelarsi debole, soprattutto quando i ribassi si protraggono più del previsto o quando il portafoglio non è costruito per reggere una fase di forte volatilità.

In pratica, non fare nulla comporta almeno due rischi:

  • lasciare il portafoglio esposto senza una vera strategia;
  • perdere opportunità che il mercato ribassista può offrire, anche solo attraverso un accumulo graduale e ben pianificato.

Detto in altro modo, l’inazione non è sempre una forma di protezione. Spesso è semplicemente assenza di controllo.

In definitiva, guadagnare nel mercato ribassista è possibile, ma non improvvisando. Che si scelga un approccio graduale come il DCA, una soluzione tattica come gli ETF inversi o strategie più avanzate con futures e opzioni, il punto centrale resta uno: capire in quale fase di mercato ci si trova e agire con una logica precisa, senza lasciarsi guidare dalla paura.

In questo webinar ti insegniamo ad investire in un mercato ribassista 👇

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