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Migliori ETF sul Dow Jones: quali sono e come sceglierli

Solo 3 ETF UCITS replicano il Dow Jones Industrial Average: iShares (TER 0,33%, accumulazione), Amundi Dist (0,50%, l’unico su Borsa Italiana) e Amundi PEA (0,45%). Qui trovi costi, replica, dividendi e dove comprarli dall’Italia.
Migliori ETF sull’indice Dow Jones a confronto

Indice

Il Dow Jones Industrial Average è l’indice azionario più antico ancora calcolato, ma è anche uno dei meno replicati dall’industria degli ETF UCITS: i fondi disponibili in Europa sono solo quattro. Sceglierli significa quindi decidere tra poche opzioni molto diverse per costo, metodo di replica e mercato di quotazione.

  • iShares Dow Jones Industrial Average UCITS ETF (Acc): il migliore per costo (TER 0,33%) e patrimonio gestito, ma non è quotato su Borsa Italiana.
  • Amundi Dow Jones Industrial Average UCITS ETF Dist (ex Lyxor): l’unico ETF sul Dow Jones negoziabile direttamente su Borsa Italiana, con cedola annuale.
  • Amundi PEA Dow Jones Industrial Average UCITS ETF Dist: alternativa a distribuzione con TER intermedio, quotata su Xetra e gettex.
  • iShares Dow Jones US Select Dividend UCITS ETF (DE): il migliore per chi cerca una rendita da dividendi USA, anche questo su Borsa Italiana.

In questa guida trovi la tabella di confronto tra i tre ETF sul Dow Jones Industrial Average, la scheda di ciascuno con dati aggiornati, gli altri ETF costruiti su indici della famiglia Dow Jones, i vantaggi e i rischi dell’indice, la fiscalità italiana e i broker con cui acquistarli.

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Cos’è l’indice Dow Jones e perché replicarlo con un ETF

Il Dow Jones Industrial Average (DJIA) è il più antico indice azionario ancora calcolato: nasce nel 1896 dall’intuizione di Charles Dow ed Edward Jones e oggi è gestito da S&P Dow Jones Indices. Raccoglie 30 grandi società statunitensi, con l’esclusione dei settori trasporti e servizi di pubblica utilità, che hanno indici dedicati.

L’indice Dow Jones ha una particolarità che lo distingue da quasi tutti gli altri panieri: la ponderazione è basata sul prezzo dell’azione, non sulla capitalizzazione di mercato. Un titolo che quota 500 dollari pesa quindi più di uno che ne quota 50, indipendentemente dalle dimensioni dell’azienda.

L’effetto è concreto. A metà 2026 le prime posizioni dell’indice sono Goldman Sachs (11,65%), Caterpillar (9,20%) e Microsoft (5,13%), e le prime dieci società valgono da sole il 55,34% del paniere. Sul piano settoriale prevalgono finanza (27,90%), informatica (20,80%) e sanità (13,59%).

Comprare i 30 titoli uno per uno significherebbe pagare 30 commissioni e ribilanciare a ogni modifica del comitato dell’indice. Un ETF risolve entrambi i problemi con un unico ordine. Se vuoi capire come si posiziona rispetto agli altri panieri americani, abbiamo analizzato le differenze tra Dow Jones, Nasdaq e S&P 500 in una guida dedicata.

Come scegliere il miglior ETF sul Dow Jones: i criteri

Con solo tre fondi disponibili la selezione è rapida, ma i quattro parametri che seguono spiegano perché il rendimento netto tra un ETF e l’altro può divergere anche di mezzo punto l’anno.

  • TER (Total Expense Ratio): tra i tre ETF sul Dow Jones oscilla dallo 0,33% allo 0,50% annuo. La differenza vale 17 euro l’anno ogni 10.000 euro investiti: la nostra guida su cos’è il TER ETF spiega come incide sul lungo periodo.
  • Metodo di replica: fisica, quando il fondo compra realmente le 30 azioni dell’indice, oppure sintetica tramite un contratto swap. Gli ETF sintetici espongono al rischio di controparte, mitigato dal collaterale.
  • Politica dei dividendi: ad accumulazione, con i proventi reinvestiti nel fondo, o a distribuzione. La differenza tra ETF ad accumulazione o a distribuzione incide sulla fiscalità e sul flusso di cassa.
  • Mercato di quotazione: è il criterio decisivo per chi investe dall’Italia, perché un solo ETF sul Dow Jones è negoziabile su Borsa Italiana. Gli altri richiedono un broker con accesso a Xetra o alla Borsa di Londra.

Per un quadro generale dei parametri di selezione, la guida su come scegliere un ETF approfondisce ogni criterio.

I migliori ETF sul Dow Jones Industrial Average: confronto

Gli ETF UCITS che replicano il Dow Jones Industrial Average sono tre in tutto, per un patrimonio complessivo di circa 2,2 miliardi di euro. La tabella li confronta sui parametri che determinano il rendimento netto.

ETFTERReplicaDividendi
iShares Dow Jones Industrial Average UCITS ETF (Acc)0,33%Fisica totaleAccumulazione
Amundi PEA Dow Jones Industrial Average UCITS ETF Dist0,45%Sintetica (swap)Distribuzione
Amundi Dow Jones Industrial Average UCITS ETF Dist0,50%Sintetica (swap)Distribuzione

iShares Dow Jones Industrial Average UCITS ETF (Acc): il più grande e il più economico

ISINIE00B53L4350
TickerSXRU (Xetra), CIND (Londra)
TER0,33% annuo
Politica di distribuzioneAccumulazione

Lanciato il 26 gennaio 2010 e domiciliato in Irlanda, è il fondo di riferimento sull’indice: gestisce 1.684 milioni di euro, oltre quattro volte il secondo ETF della categoria. Detiene fisicamente tutte e 30 le azioni del paniere, con ribilanciamento trimestrale.

È denominato in dollari e non copre il rischio di cambio, quindi il rendimento in euro dipende anche dall’andamento del cambio EUR/USD. Nei dodici mesi al 31 luglio 2026 ha reso +19,67% in euro, contro +46,71% a tre anni.

Il limite operativo è il mercato di negoziazione: non è quotato su Borsa Italiana, ma su Xetra, London Stock Exchange e SIX. Serve quindi un broker che dia accesso ai mercati esteri, condizione soddisfatta dalla maggior parte delle piattaforme internazionali.

Amundi Dow Jones Industrial Average UCITS ETF Dist: l’unico su Borsa Italiana

ISINFR0007056841
TickerDJE (Borsa Italiana)
TER0,50% annuo
Politica di distribuzioneDistribuzione annuale

Attivo dal 4 aprile 2001 e domiciliato in Francia, è passato dal marchio Lyxor a quello Amundi dopo l’acquisizione del 2022: ISIN e ticker non sono cambiati, solo la denominazione commerciale. Gestisce 369 milioni di euro.

La replica è sintetica tramite unfunded swap, non fisica: il fondo non compra le 30 azioni ma riceve la performance dell’indice da una controparte. È l’unico ETF sul Dow Jones negoziabile in euro su Borsa Italiana, il che azzera commissioni e complicazioni dell’operatività sui mercati esteri.

I dividendi vengono distribuiti una volta l’anno: negli ultimi dodici mesi la cedola è stata di 3,28 euro per quota, pari a un rendimento da dividendo dello 0,71%. Nello stesso periodo l’ETF ha reso +19,54% in euro, con +46,81% a tre anni.

È l'unico ETF sul Dow Jones negoziabile su Borsa Italiana: ecco il broker per operarci in euro.

Amundi PEA Dow Jones Industrial Average UCITS ETF Dist: l’alternativa a distribuzione

ISINLU2572256662
TickerAHYI (Xetra, gettex)
TER0,45% annuo
Politica di distribuzioneDistribuzione annuale

Domiciliato in Lussemburgo e operativo dal 1° settembre 2008, è il più piccolo dei tre con 120 milioni di euro di patrimonio. Come il fondo gemello usa una replica sintetica tramite unfunded swap e distribuisce i proventi una volta l’anno.

La sigla PEA indica che il fondo è pensato per il Plan d’Épargne en Actions, il contenitore fiscale francese: per un investitore italiano non porta alcun vantaggio fiscale, resta un normale ETF UCITS armonizzato tassato al 26%.

Il rendimento è di fatto allineato agli altri due — +19,55% a un anno e +46,27% a tre anni — e il TER si colloca a metà strada. Non è quotato su Borsa Italiana: si compra su Xetra o gettex.

Altri ETF su indici Dow Jones: dividendi, azionario globale e immobiliare

Il marchio Dow Jones non si esaurisce nell’Industrial Average. S&P Dow Jones Indices calcola migliaia di indici, e alcuni hanno ETF UCITS quotati in Europa con esposizioni completamente diverse da quella alle 30 blue chip americane.

iShares Dow Jones US Select Dividend UCITS ETF (DE): la rendita da dividendi USA

ISINDE000A0D8Q49
TickerEXX5 (Borsa Italiana)
TER0,31% annuo
Politica di distribuzioneDistribuzione

L’indice Dow Jones US Select Dividend seleziona le società statunitensi con il rendimento da dividendo più elevato e uno storico di distribuzioni stabile. Il fondo, attivo dal settembre 2005 e domiciliato in Germania, replica fisicamente il paniere e gestisce 410 milioni di euro.

È il più economico di tutta questa guida con un TER dello 0,31%, offre un rendimento da dividendo del 2,29% ed è negoziabile in euro su Borsa Italiana. Nei dodici mesi al 26 agosto 2026 ha reso +19,81%, con +60,44% a cinque anni. Leggi anche: i migliori ETF ad alto dividendo.

iShares Dow Jones Global Leaders Screened UCITS ETF: l’azionario globale filtrato

ISINIE00B57X3V84
TickerIUSL (Xetra, gettex)
TER0,60% annuo
Politica di distribuzioneAccumulazione

Il fondo — ridenominato da “Global Sustainability Screened” a “Global Leaders Screened” — replica un indice che seleziona le società globali meglio posizionate su criteri economici, ambientali e sociali, escludendo settori come alcol, tabacco, gioco d’azzardo e armamenti.

Con 1.923 milioni di euro di patrimonio e replica fisica, è il fondo più performante di questa guida: +24,67% a dodici mesi e +73,54% a cinque anni. Il rovescio della medaglia è il TER dello 0,60%, quasi il doppio dell’iShares sul Dow Jones Industrial Average.

State Street SPDR Dow Jones Global Real Estate UCITS ETF: i REIT mondiali

ISINIE00B8GF1M35
TickerSPYJ (Xetra), GLRE (Londra)
TER0,40% annuo
Politica di distribuzioneDistribuzione trimestrale

Replica l’indice Dow Jones Global Select Real Estate Securities, che raccoglie 222 tra REIT e società immobiliari operative quotate a livello mondiale. Il fondo è attivo dall’ottobre 2012, domiciliato in Irlanda, con replica fisica e 439 milioni di dollari di patrimonio.

È l’unico strumento della guida a offrire cedole trimestrali, con un distribution yield del 2,45%. La performance però racconta un decennio difficile per il mattone quotato: +20,24% a un anno, ma appena +1,89% annualizzato a cinque anni. Se il tema ti interessa, abbiamo una guida sui migliori ETF REIT.

Vantaggi e rischi di un ETF sul Dow Jones

Prima di inserire uno di questi fondi in portafoglio conviene mettere a fuoco anche i limiti strutturali dell’indice, non solo il suo storico.

  • Blue chip consolidate: le 30 società del paniere sono aziende mature, con bilanci solidi e una storia lunga di distribuzione di dividendi.
  • Costi contenuti e indice longevo: con un TER minimo dello 0,33% e oltre 125 anni di storia, il rischio che l’indice venga dismesso è tra i più bassi del mercato.
  • Diversificazione limitata: 30 titoli di un solo Paese sono pochi. Un ETF sull’S&P 500 ne contiene 500 e uno globale supera i 1.500, con una concentrazione settoriale molto inferiore.
  • Ponderazione per prezzo: è una metodologia rara e poco intuitiva, che può far divergere il rendimento del Dow Jones da quello degli altri indici USA anche in modo marcato.
  • Rischio di cambio: i fondi sono esposti al dollaro senza copertura, quindi un euro forte erode il rendimento anche quando l’indice sale.

Sul piano della volatilità l’indice si è mosso su valori contenuti per un azionario puro: volatilità a cinque anni del 15,19% e massimo drawdown a tre anni del -20,64%. Chi cerca un’esposizione più ampia agli Stati Uniti può valutare i migliori ETF sull’indice Nasdaq o un fondo sull’S&P 500.

Fiscalità degli ETF sul Dow Jones in Italia

Tutti gli ETF di questa guida sono UCITS armonizzati e quotati in mercati regolamentati dell’Unione Europea: si applica quindi l’aliquota del 26% sia sui dividendi incassati sia sulle plusvalenze realizzate alla vendita.

La particolarità italiana riguarda le minusvalenze. I guadagni da ETF sono redditi di capitale, le perdite sono redditi diversi: in pratica le minusvalenze su ETF non si compensano con le plusvalenze su altri ETF, ma solo con quelle su azioni, obbligazioni o certificati.

Chi opera in regime amministrato con un intermediario italiano non deve fare nulla: la banca o il broker agisce da sostituto d’imposta. Con un broker estero in regime dichiarativo, invece, l’imposta va liquidata in dichiarazione insieme al quadro RW. Il dettaglio completo è nella guida sulla tassazione degli ETF in Italia.

Dove comprare ETF sul Dow Jones

Il criterio operativo è uno solo: verificare che il broker dia accesso al mercato su cui l’ETF è quotato. L’Amundi Dist e l’iShares US Select Dividend si trovano su Borsa Italiana, gli altri richiedono Xetra o la Borsa di Londra. La ricerca si fa sempre per ISIN, non per nome.

  • eToro: piattaforma multi-asset con azioni ed ETF reali e interfaccia orientata a chi inizia, utile per costruire una prima esposizione all’azionario USA.
  • XTB: zero commissioni su azioni ed ETF fino a 100.000 euro di volume mensile, con lo 0,2% oltre quella soglia, e piattaforma xStation 5 con strumenti di analisi integrati.
  • Fineco: banca e conto titoli in un’unica interfaccia, con regime amministrato che solleva l’investitore dagli adempimenti fiscali.
  • BG Saxo: accesso a un numero elevato di mercati globali e strumenti di analisi evoluti, adatto a chi opera anche su Xetra e Londra.

Qui trovate la lista dei migliori ETF broker per confrontare condizioni e mercati disponibili.

In sintesi, chi investe sul Dow Jones sceglie tra tre soli ETF UCITS: l’iShares ad accumulazione è il più economico e il più liquido, l’Amundi Dist è l’unico comodo da comprare su Borsa Italiana e paga una cedola annuale, mentre l’Amundi PEA si colloca a metà su costi e dimensioni.

La decisione dipende quindi da due variabili concrete: se preferisci reinvestire i proventi o incassarli, e se il tuo broker ti dà accesso ai mercati esteri. Considera l’indice come una componente satellite del portafoglio, non come sostituto di un fondo globale, e verifica sempre TER e patrimonio aggiornati prima di eseguire l’ordine.

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Domande frequenti sui migliori ETF sul Dow Jones

Disclaimer:

Questo non è un consiglio di investimento; investire comporta un rischio di perdita e i risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri.