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Investimenti a lungo termine: come investire e dove conviene

Investire a lungo termine (oltre 5-10 anni) sfrutta l’interesse composto, riduce l’impatto della volatilità e apre l’accesso a strumenti come ETF globali, azioni, BTP, fondi pensione e PIR con vantaggi fiscali. In questa guida vediamo come scegliere strumenti, broker e asset allocation in base ai tuoi obiettivi.
Scrivania in legno con taccuino aperto sulla strategia finanziaria, clessidra e monitor trasparente che mostra un grafico di rendimento composto a lungo termine

Indice

Investire a lungo termine significa accettare la volatilità di breve periodo per beneficiare della crescita strutturale dei mercati su orizzonti di 5-10 anni e oltre.

La differenza la fanno il tempo, l'interesse composto e la disciplina nella scelta degli strumenti: ETF globali, azioni di qualità, obbligazioni governative e veicoli a fiscalità agevolata come PIR e fondi pensione hanno regole diverse, ma condividono un'unica logica - far lavorare il capitale invece di consumarlo.

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Perché investire a lungo termine

Interesse composto e regola del 72

L'interesse composto è il motore silenzioso degli investimenti di lungo periodo: i rendimenti generati vengono reinvestiti e producono a loro volta nuovi rendimenti, in una crescita esponenziale.

Per stimare in quanti anni il capitale raddoppia basta applicare la regola del 72: dividi 72 per il tasso di rendimento medio annuo atteso. Un rendimento del 7% annuo, in linea con la media storica dell'azionario globale, raddoppia il capitale in circa 10 anni; un rendimento del 4% in circa 18 anni. È una scorciatoia, non una garanzia, ma rende immediato il valore del tempo.

Lo stesso meccanismo agisce però anche sui costi: una commissione del 2% annuo applicata da un fondo erode in 20 anni una quota significativa del capitale finale. Per questo, nel lungo termine, ridurre il TER degli strumenti scelti è importante quanto sceglierli bene.

Effetto del TER sull'interesse composto a 20 anni

Volatilità vs rischio di perdita permanente

Volatilità e rischio non sono sinonimi: la prima è l'oscillazione temporanea dei prezzi, il secondo è la perdita definitiva di capitale. Il tempo tende a "diluire" la volatilità: chi resta investito sull'MSCI World ha registrato risultati positivi in circa 5 anni su 6, mentre su un orizzonte di 15 anni la probabilità di un rendimento negativo è storicamente molto bassa.

L'esempio del Nasdaq è illustrativo: dal 2011 ha segnato una crescita complessiva di oltre il 900%, nonostante anni come il 2022 con cali superiori al 30%. Chi ha venduto durante il crollo ha trasformato un'oscillazione temporanea in una perdita reale; chi ha mantenuto la rotta ha beneficiato della successiva ripresa.

Per gestire l'impatto emotivo dei ribassi, lo strumento più efficace è un fondo di emergenza in liquidità: ti consente di non vendere gli investimenti nel momento peggiore per coprire un imprevisto. Approfondisci come funziona la volatilità in finanza per separare meglio rumore di breve e segnale di lungo termine.

Inflazione e potere d'acquisto

Lasciare somme rilevanti sul conto corrente è una perdita silenziosa di potere d'acquisto. Con un'inflazione media del 3% annuo, 100.000 € lasciati fermi sul conto si riducono a circa 55.000 € di valore reale in 20 anni.

Investire a lungo termine non significa quindi solo cercare un rendimento, ma anche difendere il capitale dall'erosione del carovita - con strumenti adeguati come ETF azionari globali, BTP indicizzati all'inflazione o asset reali.

Vantaggi e rischi di investire a lungo termine

I principali vantaggi

  • Interesse composto sui rendimenti reinvestiti.
  • Ottimizzazione fiscale: differimento del capital gain e regimi agevolati (PIR, fondi pensione).
  • Volatilità diluita su un orizzonte ampio.
  • Stress emotivo ridotto: meno monitoraggio quotidiano.
  • Accessibilità con piccoli capitali tramite ETF e PAC.

I rischi da gestire

  • Tolleranza al rischio mal calibrata: porta a vendere in perdita nei momenti sfavorevoli.
  • Concentrazione: puntare su pochi titoli o settori riduce la diversificazione.
  • Costi nascosti: TER, spread e fiscalità non ottimizzata erodono i rendimenti.
  • Inflazione: strumenti che non la battono comportano perdita reale di valore.
  • Imprevisti personali: un fondo di emergenza separato evita di intaccare il capitale

Definizione e orizzonte temporale

Esistono diverse definizioni di investimento a lungo termine basate anche sulle normative di carattere fiscale e contabile (in alcuni paesi, ad esempio, i titoli hanno un trattamento diverso in base al periodo per il quale i titoli vengono mantenuti in portafoglio).

L'orizzonte temporale qualificato come lungo periodo dipende dalla natura dell'investitore. Un lavoratore giovane all'inizio della carriera avrà davanti anche 30 o 40 anni per accumulare risparmi ai quali attingere in pensione.

Un individuo che si trova in pensione può generalmente contare su un'aspettativa di vita residua di 15 o 20 anni e fare considerazioni in merito al patrimonio da trasferire ad eventuali eredi.

In termini operativi, una distinzione condivisa tra consulenti e gestori italiani è la seguente:

  • Breve termine: fino a 12-24 mesi. Strumenti adatti a obiettivi imminenti e al fondo di emergenza.
  • Medio termine: da 2 a 5 anni. Compromesso tra liquidità e rendimento.
  • Lungo termine: oltre 5 -10 anni. L'unico orizzonte in cui asset più volatili come l'azionario esprimono il loro potenziale di crescita.

Sebbene la definizione possa variare in base alla tipologia di investitore, un riferimento operativo può essere stabilito considerando investimenti a lungo termine sicuri, specie per le famiglie e i piccoli risparmiatori, i titoli che vengono mantenuti per una durata superiore a 5 anni.

Come funzionano gli investimenti a lungo termine

Buy and hold e asset allocation

Gli investimenti a lungo periodo consistono nell'acquisto di titoli o altri beni di investimento e nel mantenimento per un periodo di tempo non breve (strategia buy and hold). A tale proposito l'elemento fondamentale sul quale concentrarsi è costituito dall'asset allocation, ossia dalla quota del proprio portafoglio da destinare alle diverse asset class.

Mentre nel breve periodo il driver principale è costituito dalla propensione al rischio e dalla possibilità che i fondi possano rendersi necessari in modo imprevisto, sul lungo termine prevalgono considerazioni di rendimento atteso e diversificazione.

Anche un risparmiatore particolarmente avverso al rischio, che su un orizzonte di breve dovrebbe evitare gli investimenti azionari, in ottica di lungo periodo dovrebbe destinare una quota del proprio portafoglio a titoli azionari, meglio se attraverso strumenti di investimento collettivo come gli ETF e i Fondi, per beneficiare della crescita dei mercati.

Asset allocation per orizzonte temporale ed età

Nella scelta delle attività da inserire nella componente a lungo termine del proprio portafoglio - che andrebbe sempre realizzata con il supporto di un consulente professionale abilitato - la componente azionaria dovrebbe essere proporzionale alla lunghezza dell'orizzonte temporale. La componente obbligazionaria, che tipicamente presenta rendimenti inferiori all'azionario nel lungo termine, assume una funzione di bilanciamento e risponde ad obiettivi di reddito e mantenimento del valore.

Una griglia indicativa, da adattare al profilo personale:

ProfiloOrizzonte tipicoAzionarioObbligazionario/Liquidità
Giovane investitore (25–40 anni)> 20 anni60–80%20–40%
Età intermedia (40–55 anni)10–20 anni40–60%40–60%
Pensionato (oltre 65 anni)reddito + eredità10–25%75–90%

Per costruire una struttura completa, vale la pena studiare anche modelli classici come il lazy portfolio o il confronto tra all-weather e portafoglio permanente, che codificano l'asset allocation in regole semplici e replicabili.

Asset allocation per età: mix azioni e obbligazioni

Migliori investimenti a lungo termine

Se sei alla ricerca di investimenti a lungo termine concreti, di seguito gli strumenti più utilizzati dagli investitori retail italiani per costruire un portafoglio robusto in ottica buy and hold. Per scegliere come iniziare a investire in modo strutturato, prima di tutto serve capire le caratteristiche di ciascun asset.

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ETF e fondi comuni

Gli ETF (Exchange-Traded Fund) sono lo strumento di riferimento per gli investimenti a lungo termine retail: replicano un indice, hanno TER tipicamente tra lo 0,07% e lo 0,30% annuo e offrono diversificazione immediata su centinaia di titoli con un solo acquisto. Investire in ETF e fondi comuni di investimento (vs ETF) è una valida possibilità di investimento nel lungo termine soprattutto per la diversificazione geografica e settoriale che mettono a disposizione degli investitori retail.

Sotto il profilo fiscale, in Italia gli ETF UCITS armonizzati sono soggetti a un'imposta sostitutiva del 26% sulle plusvalenze (12,5% sulla quota di titoli di Stato e bond white-list contenuti nell'indice). Va considerato che le minusvalenze da ETF sono "redditi di capitale" non compensabili con le plusvalenze dei medesimi ETF (asimmetria fiscale): un punto a cui prestare attenzione nella tassazione degli ETF in Italia.

Su un orizzonte di lungo periodo è opportuno privilegiare l'asset class azionaria. Di seguito una selezione di ETF quotati a Milano per ciascuna sottocategoria rilevante. Verifica sempre TER, AUM e rating aggiornato direttamente su Borsa Italiana o Morningstar prima di investire.

Azionari Internazionali Large Cap Blend

  • IE00BYX2JD69 - iShares MSCI World SRI UCITS ETF EUR - SUSW (ad accumulazione, replica fisica, focus ESG)
  • LU1615092217 - BNP Paribas Easy MSCI World SRI S-Series PAB 5% Capped UCITS ETF - EMWE (ad accumulazione, replica fisica)
  • FR0007075494 - Amundi DJ Global Titans 50 UCITS ETF (ex-Lyxor) - MGT (a distribuzione, blue chip globali) [⚠ Verificar denominación tras integración Lyxor→Amundi antes de publicar]

Azionari Internazionali Large Cap Growth

  • IE00BL25JP72 - Xtrackers MSCI World Momentum UCITS ETF 1C - XDEM (factor momentum, accumulazione)
  • IE00BP3QZ825 - iShares Edge MSCI World Momentum Factor UCITS ETF (Acc) - IWMO (factor momentum, accumulazione)

Azionari Internazionali Large Cap Value

  • IE00B23LNQ02 - Invesco FTSE RAFI All World 3000 UCITS ETF Dist - PSRW (replica fundamentale, a distribuzione)
  • IE00BL25JM42 - Xtrackers MSCI World Value UCITS ETF 1C - XDEV (factor value, accumulazione)
  • IE00BP3QZB59 - iShares Edge MSCI World Value Factor UCITS ETF USD (Acc) - IWVL (factor value, accumulazione)

Per orientarti tra le diverse categorie, le guide come scegliere un ETF e migliori ETF su cui investire approfondiscono i criteri di selezione.

Azioni a lungo termine

Anche l'acquisto diretto di azioni costituisce una valida possibilità di investimento di lungo periodo, tuttavia per essere attuato in modo opportuno necessita di un capitale minimo più elevato rispetto agli strumenti di investimento collettivo come ETF e Fondi e della possibilità di accedere almeno ai principali mercati azionari europei e nordamericani.

Per costruire un portafoglio di azioni occorre disporre di competenze tecniche e tempo per la selezione dei titoli, oppure avvalersi della consulenza di un professionista abilitato.

Un ulteriore elemento di attenzione è il rischio di concentrazione: scegliere singoli titoli comporta un rischio più elevato rispetto agli strumenti di investimento collettivi, non necessariamente bilanciato da rendimenti attesi superiori.

Volendo riportare un esempio di portafoglio azionario idoneo per un investimento di lungo periodo, possiamo guardare alle azioni detenute dalla Berkshire Hathaway, società fondata dall'investitore leggendario Warren Buffett, che da oltre 60 anni è riuscito ad ottenere performance superiori alla crescita media del mercato investendo principalmente in aziende quotate. In alternativa potete studiare il portafoglio permanente di Harry Browne.

Berkshire Hathaway: esempio di investimento a lungo termine

Obbligazioni e BTP

Nel lungo periodo investire in obbligazioni produce rendimenti inferiori alle azioni e pertanto vengono utilizzate per bilanciare la componente azionaria, riducendo la volatilità del portafoglio complessivo e offrendo protezione nei confronti di eventuali perdite registrate sulle azioni.

Un portafoglio obbligazionario di lungo periodo può essere indicato per chi predilige obiettivi di reddito e di conservazione del capitale rispetto alla crescita del patrimonio complessivo. Un vantaggio fiscale rilevante: cedole e plusvalenze su BTP e altri titoli di Stato italiani (o emessi da paesi white-list) sono tassate al 12,5%, contro il 26% applicato alla generalità delle rendite finanziarie.

Si riportano di seguito una serie di titoli di stato italiani indicizzati all'inflazione (BTP€i) disponibili sul mercato secondario MOT, che offrono protezione contro l'erosione del potere d'acquisto.

TitoloCodice ISINMercatoCedola realeScadenzaLotto minimo
BTP€i 15MG51IT0005436701MOT0,15%15/05/20511.000 €
BTP€i 15ST41IT0004545890MOT2,55%15/09/20411.000 €
BTP€i 15MG33IT0005482994MOT0,10%15/05/20331.000 €
BTP€i 15ST35IT0003745541MOT2,35%15/09/20351.000 €

Fondi pensione

Con riferimento ai contribuenti residenti in Italia, una strategia di investimento a lungo termine che beneficia di agevolazioni fiscali e normative è costituita dai fondi pensione e dalle altre forme di pensione integrativa. Si tratta di un meccanismo di previdenza complementare che, a fronte di versamenti effettuati dai lavoratori, consente di ottenere un'integrazione del trattamento pensionistico che si riceverà a fine carriera.

Per i lavoratori dipendenti i contributi al fondo possono derivare da versamenti volontari, versamenti da parte del datore di lavoro e destinazione del trattamento di fine rapporto. Le agevolazioni fiscali includono l'applicazione di un'aliquota dal 9% al 15% sulla prestazione finale, rispetto alla tassazione normalmente applicata sul TFR liquidato in regime ordinario (dal 23% al 43%), e la deducibilità dei versamenti fino a 5.164,57 € annui.

L'erogazione delle prestazioni del fondo avviene come rendita vitalizia a partire dal pensionamento; è possibile ottenere una liquidazione in capitale solo fino al 50% del montante accumulato.

Le ipotesi di riscatto anticipato sono regolate dall'art. 11 del D.Lgs 252/2005: acquisto della prima casa per sé o per i figli o ristrutturazioni (dopo 8 anni, fino al 75%), spese mediche straordinarie (in qualsiasi momento, fino al 75%), ulteriori esigenze senza motivazione (dopo 8 anni, fino al 30%). Per orientarti nella scelta del fondo, consulta la guida sulla migliore pensione integrativa.

PIR - Piano Individuale di Risparmio

Il PIR (Piano Individuale di Risparmio) è uno strumento fiscale italiano pensato per canalizzare risparmio retail verso l'economia reale del Paese. Se detenuto per almeno 5 anni, le plusvalenze e i proventi sono completamente esenti da tassazione - un vantaggio significativo rispetto al 26% standard.

I requisiti principali (PIR ordinario, art. 1, commi 100-114, Legge di Bilancio 2017 e successive modifiche):

  • Almeno il 70% del portafoglio investito in strumenti finanziari emessi da imprese italiane o europee con stabile organizzazione in Italia.
  • Di quel 70%, almeno il 25% deve essere in imprese non incluse nel FTSE MIB, e un ulteriore 5% in imprese fuori da FTSE MIB e FTSE Mid Cap.
  • Tetto massimo: 40.000 € l'anno, fino a 200.000 € totali per persona.
  • Vincolo di detenzione: 5 anni minimi per beneficiare dell'esenzione.

Il PIR si può costruire come gestione separata presso una banca o intermediario abilitato, oppure tramite fondi/ETF "PIR-compliant" che rispettano già i requisiti normativi. È uno strumento adatto a chi vuole un'esposizione strutturata alle small e mid cap italiane con un orizzonte di almeno 5 anni e una fiscalità di favore.

Immobili e REIT

Gli immobili sono una componente storica del patrimonio delle famiglie italiane: possono generare reddito da locazione e rivalutarsi nel tempo, ma comportano costi (manutenzione, IMU, gestione) e bassa liquidità.

Per chi non vuole gestire direttamente l'immobile, i REIT (Real Estate Investment Trust) - quotati o tramite ETF - offrono esposizione al settore immobiliare con liquidità da Borsa e diversificazione geografica/settoriale. Negli ETF UCITS la fiscalità segue le regole degli altri ETF (26% sulle plusvalenze).

Materie prime e beni rifugio

Tra le attività che rispondono all'esigenza di conservare e accumulare valore nel tempo, possono essere considerate anche le materie prime. Non esiste un consenso unanime sul fatto che questi strumenti costituiscano una vera e propria forma di investimento, poiché non generano rendimenti (salvo il caso degli immobili locati) e rispondono anche a finalità edonistiche e di consumo. Inoltre, rispetto alle attività finanziarie presentano liquidità significativamente inferiore, minore trasparenza nella determinazione del valore - spesso influenzato dal giudizio in parte arbitrario di un perito - e diversi profili di complessità sul piano fiscale e legale.

Le materie prime più adatte per un orizzonte di lungo termine sono:

  • Oro e altri metalli preziosi (argento, platino): tradizionalmente considerati riserva di valore e copertura contro l'inflazione e l'instabilità economica. Approfondisci con la guida per investire in oro.
  • Petrolio e gas naturale: cruciali per l'economia globale; nonostante la transizione energetica, restano centrali per l'energia e la produzione industriale.
  • Metalli di base (rame, alluminio): essenziali per costruzioni, automotive e tecnologia. La domanda è legata alla crescita economica globale.
  • Prodotti agricoli (grano, mais, soia): beneficiano dell'aumento della domanda alimentare e sono generalmente meno volatili.
  • Metalli rari e minerali strategici (litio, cobalto, terre rare): cruciali per dispositivi mobili, batterie e tecnologie emergenti.

Criptovalute

Le criptovalute, regolate in Europa dal framework MiCA (Markets in Crypto-Assets), restano un asset estremamente volatile con rischi tecnologici, regolamentari e di mercato propri. Bitcoin, pur avendo registrato performance importanti dall'introduzione del 2010, ha attraversato in più occasioni cali superiori al 60–70%.

Per questi motivi le criptovalute andrebbero considerate solo come componente marginale del portafoglio (in genere non oltre il 5–10%), con piena consapevolezza che oscillazioni anche profonde sono possibili. Sotto il profilo fiscale, in Italia le plusvalenze su cripto-attività sono tassate al 26% (decorrenza 2026 secondo Legge di Bilancio).

Errori comuni negli investimenti a lungo termine

Spesso i risultati deludenti non dipendono dallo strumento scelto, ma dal comportamento dell'investitore. Gli errori più frequenti che erodono i rendimenti nel lungo periodo sono:

  • Confondere lungo termine con assenza di rischio. Il rischio non scompare con il tempo, va gestito attraverso diversificazione e asset allocation coerente.
  • Inseguire la moda del momento. Comprare un asset perché "tutti ne parlano" significa quasi sempre entrare ai massimi e subire i ribassi successivi.
  • Panic selling durante i ribassi. Vendere in fase di crollo trasforma un'oscillazione temporanea in una perdita definitiva e fa perdere la ripresa successiva.
  • Sottovalutare i costi. Commissioni elevate, spread larghi e fiscalità non ottimizzata erodono l'effetto dell'interesse composto su orizzonti lunghi.
  • Cambiare strategia dopo ogni notizia. Modificare l'asset allocation in funzione del titolo del giornale del giorno è il modo migliore per non avere mai una strategia.
  • Eccesso di complessità. Avere 30 strumenti in portafoglio non significa essere diversificati: spesso è solo confusione che aumenta i costi senza migliorare il rapporto rischio/rendimento.

Migliori piattaforme per investire a lungo termine in Italia

Per un investitore che dispone di più di 10.000 euro e vuole investire 1.000 euro o più per operazione, la scelta del broker richiede attenzione a quattro voci di costo che spesso fanno la differenza nel lungo termine:

  • Custodia titoli
  • Manutenzione conto
  • Inattività
  • Incasso dividendi

La scelta è la stessa per chi mira a un portafoglio di reddito basato sui dividendi. Tra i migliori broker italiani per strategie buy and hold, regolamentati CONSOB o intermediari europei con notifica MiFID II:

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In sintesi, investire a lungo termine non è una scommessa sui titoli giusti del momento, ma una strategia che combina disciplina, diversificazione e strumenti adeguati al proprio orizzonte temporale. ETF globali, BTP, fondi pensione e PIR coprono le principali esigenze del risparmiatore italiano, con regole fiscali distinte ma una stessa logica: lasciare lavorare il tempo e l'interesse composto a favore del capitale.

Il passo successivo è scegliere un broker affidabile, definire un'asset allocation coerente con il tuo profilo e automatizzare i versamenti attraverso un PAC. Più che indovinare il momento giusto, conta iniziare presto, mantenere la rotta nei ribassi e ribilanciare con regolarità: sono questi i comportamenti che, anno dopo anno, separano gli investitori di successo dagli altri.

Domande frequenti sugli investimenti a lungo termine

Disclaimer:

Questo non è un consiglio di investimento; investire comporta un rischio di perdita e i risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri.