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Comprare azioni prima del dividendo conviene? Cosa sapere prima di investire

Comprare azioni prima del dividendo dà diritto allo stacco, ma il giorno ex-dividend il prezzo cala di pari importo e il dividendo è tassato al 26%. Comprare per rivendere subito raramente conviene: meglio inserire i dividendi in una strategia di lungo periodo.
Comprare azioni prima del dividendo: stacco, prezzo e tasse

Indice

Comprare azioni prima del dividendo dà diritto a incassare la cedola, ma non è la scorciatoia che sembra: il giorno dello stacco il prezzo del titolo scende di un importo pari al dividendo distribuito. Prima di decidere conviene capire come funzionano le date, l'effetto ex-dividendo e la tassazione.

In finanza, un dividendo è la parte degli utili di una società che viene distribuita agli azionisti come remunerazione per il capitale investito. In pratica, è una quota degli utili netti che la società decide di distribuire ai suoi proprietari, ovvero gli azionisti, in base al numero di azioni che detengono.

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Cosa significa comprare azioni prima del dividendo

Per comprendere il meccanismo di stacco e incasso del dividendo occorre avere chiare quattro date fondamentali: la data di annuncio, la data di stacco (ex-dividend), la record date e la data di pagamento.

  • Data di annuncio (declaration date): è il giorno in cui il consiglio di amministrazione delibera il dividendo e ne comunica l'importo, la data di stacco e quella di pagamento. Da questo momento le tempistiche diventano pubbliche.
  • Data di stacco (Ex-dividend date): è il giorno in cui il prezzo dell'azione viene decurtato dell'importo del dividendo, poiché il titolo viene negoziato "senza dividendo". Chi compra il titolo prima di questa data ha diritto al dividendo; chi lo compra il giorno stesso o dopo non lo riceverà.
  • Data di registrazione (Record date): serve a identificare gli azionisti che possiedono il titolo nel momento in cui viene effettuata la distribuzione del dividendo. Chi possiede le azioni alla chiusura della seduta precedente a questa data ha diritto al dividendo, indipendentemente dal fatto che venda le azioni il giorno stesso o successivamente.
  • Data di pagamento (Payment date): è il giorno in cui gli azionisti ricevono effettivamente il pagamento del dividendo sul proprio conto. Talvolta capita che alcune banche ritardino l'effettivo accredito, mantenendo però la valuta corretta. Se un dividendo tarda 1 o 2 giorni ad arrivare non è un problema; se invece il ritardo supera la settimana, meglio sentire l'assistenza. Sono eventi rari, ma a volte la contabilità automatizzata degli istituti di credito può fare cilecca.
Timeline delle 4 date del dividendo: annuncio, stacco, record e pagamento

In pratica, per avere diritto al dividendo devi possedere le azioni alla chiusura della seduta precedente allo stacco: basta quindi comprarle entro il giorno di Borsa che precede l'ex-dividend. Per questo è importante tenere d'occhio il calendario dei dividendi della Borsa italiana.

Facciamo un esempio pratico: se una società ha una data di stacco il 15 luglio e una data di pagamento il 20 luglio, chi compra il titolo il 14 luglio o prima riceverà il dividendo alla data di pagamento, perché il titolo era in suo possesso alla data di registrazione. Chi compra il titolo il 15 luglio o successivamente non riceverà il dividendo, ma troverà comunque i soldi del dividendo sul proprio conto il 20 luglio solo se aveva già il titolo in portafoglio.

Ecco come si può presentare online la tabella delle date relative ai pagamenti (fonte nasdaq.com):

Tabella con le date di stacco, registrazione e pagamento dei dividendi

Come funziona la distribuzione dei dividendi

Il processo di distribuzione dei dividendi prevede diverse fasi: l'approvazione del bilancio da parte dell'assemblea degli azionisti, la decisione sulla distribuzione degli utili, la determinazione dell'importo e delle modalità di pagamento e, infine, l'effettivo pagamento agli azionisti.

Ecco i passaggi più nel dettaglio:

  • Approvazione del bilancio: l'assemblea degli azionisti, convocata dopo la chiusura dell'esercizio, approva il bilancio, che include la decisione sulla distribuzione degli utili.
  • Delibera sulla distribuzione: l'assemblea, su proposta degli amministratori, decide se distribuire o meno gli utili sotto forma di dividendi.
  • Determinazione dell'importo e delle modalità: se si decide per la distribuzione, si stabilisce l'ammontare del dividendo per azione e le modalità di pagamento (solitamente in denaro, ma sono possibili anche distribuzioni in natura o in azioni).
  • Data di stacco e pagamento: viene fissata la data di stacco del dividendo, che segna il momento in cui il titolo viene negoziato "ex dividendo" (senza il diritto al dividendo). Il pagamento avviene solitamente qualche giorno dopo la data di stacco, direttamente sul conto titoli degli azionisti.

Conviene comprare azioni prima del dividendo?

Ora che abbiamo chiarito le date possiamo rispondere alla domanda centrale: conviene comprare prima dello stacco? La risposta sintetica è che comprare il giorno prima per rivendere subito raramente conviene, perché il calo del prezzo annulla quasi sempre il vantaggio della cedola. Per capirlo analizziamo i vantaggi, i rischi di investire in dividendi e un esempio pratico.

Vantaggi: ricezione del dividendo e potenziale di rendimento

I principali vantaggi dell'investire in azioni che distribuiscono dividendi sono il reddito passivo generato dalla ricezione regolare delle cedole e il potenziale di apprezzamento del capitale, ovvero la crescita del valore delle azioni nel tempo. Il dividendo va infatti a incrementare il total return di un'azione, che non dipende quindi solo dall'apprezzamento del prezzo.

La distribuzione regolare dei dividendi mensili può poi essere interpretata come un segnale della buona salute finanziaria dell'azienda e della sua capacità di generare profitti.

Rischi: effetto ex-dividendo e oscillazioni del prezzo

L'effetto ex-dividendo si verifica quando il prezzo di un'azione diminuisce in corrispondenza della data di stacco del dividendo, ovvero il giorno in cui gli acquirenti non hanno più diritto a ricevere il dividendo appena distribuito. Questo calo di prezzo è una conseguenza diretta della riduzione del patrimonio netto della società dopo la distribuzione.

In teoria, il prezzo dell'azione dovrebbe diminuire di un importo pari al dividendo netto per azione, poiché l'azienda ha distribuito una parte della propria liquidità agli azionisti. Privarsi di una parte della cassa fa diminuire il valore dell'azienda stessa.

Tuttavia, questa diminuzione può essere inferiore o superiore all'importo del dividendo, anzi lo sarà quasi certamente. Le azioni restano titoli quotati, soggetti alla volatilità del mercato: in una fase particolarmente vigorosa lo stacco potrebbe essere totalmente compensato dal rialzo del prezzo.

È importante ricordare quanto detto all'inizio: i dividendi sono tassati, quindi in una ipotetica fase di mercato "piatta" incasseresti un dividendo netto inferiore al calo dell'azione.

Esempio pratico con azione che distribuisce dividendo

Ipotizziamo di avere 1 azione ALFA che prima dello stacco quota 100 euro. L'azienda ha sede in Italia (tassazione del dividendo pari al 26%). Il 21 luglio stacca un dividendo di 4 euro (yield del 4%).

Se il mercato non si muove, il 21 luglio l'azione quoterà 96 euro (100 della seduta precedente meno 4 di dividendo). Il giorno di pagamento (ipoteticamente il 23 luglio) riceveremo 2,96 euro di dividendi, ovvero i 4 euro tassati al 26%.

Per avere una situazione neutrale, l'azione dovrebbe guadagnare circa l'1,10% per risalire da 96 a 97,05 e compensare così le tasse pagate sul dividendo. Questo ci fa capire come raramente sia conveniente acquistare un'azione poco prima dello stacco del dividendo.

Quando comprare azioni con dividendo

La vera domanda è quindi: quando comprare azioni da dividendo? Non si può rispondere in modo preciso.

La strategia del dividend investing consiste nel costruire un portafoglio di investimenti, tipicamente azioni, focalizzato su aziende che distribuiscono regolarmente una parte dei loro profitti agli azionisti sotto forma di dividendi. Le società più affidabili sotto questo profilo sono i cosiddetti aristocratici dei dividendi, che aumentano la cedola da decenni. L'obiettivo è generare un flusso di reddito passivo e, potenzialmente, una crescita del capitale nel tempo.

In altre parole, invece di puntare solo sulla crescita del valore dell'azione (capital gain), il dividend investing cerca di ottenere profitti anche attraverso i dividendi, una fonte di reddito stabile e prevedibile.

Quando si acquistano azioni di questo tipo non è necessario guardare se lo stacco è imminente. Tutto deve rientrare in una strategia più ampia, che comprenda anche la valutazione aziendale per acquistare il titolo a un prezzo giusto, se non conveniente. Il momento giusto per comprare può essere un giorno molto distante dallo stacco, oppure molto vicino: dipende dalle dinamiche di mercato.

Conviene vendere le azioni prima o dopo il dividendo?

In generale, non c'è un vantaggio netto a vendere prima o dopo lo stacco del dividendo, a parità di condizioni. Tuttavia la scelta può dipendere da diversi fattori, tra cui la presenza di minusvalenze da compensare e le commissioni di negoziazione:

  • Il giorno dello stacco: quando una società distribuisce un dividendo, il prezzo delle sue azioni tende a diminuire dell'ammontare del dividendo stesso, perché il valore dell'azienda viene ridotto dalla distribuzione di denaro agli azionisti.
  • Vendere prima dello stacco: si evita la diminuzione del prezzo dell'azione e si realizza l'intera plusvalenza sul prezzo di vendita, senza tener conto del dividendo.
  • Vendere dopo lo stacco: si incassa il dividendo, ma si subisce anche la diminuzione del prezzo dell'azione.
  • Considerazioni fiscali: i dividendi sono redditi di capitale tassati al 26% e non sono compensabili; le plusvalenze sulla vendita, invece, sono redditi diversi e si possono compensare con le minusvalenze maturate nei quattro anni precedenti. Se hai minusvalenze da recuperare, vendere prima dello stacco può essere più conveniente.
  • Commissioni di negoziazione: le commissioni di acquisto e vendita possono influire sulla convenienza di una strategia o dell'altra, quindi vanno valutate con attenzione.
  • Obiettivi dell'investitore: chi ha un orizzonte di lungo periodo potrebbe semplicemente tenere il titolo in portafoglio, senza badare all'andamento del prezzo ma godendo degli stacchi periodici.

Un'attenzione in più riguarda i dividendi delle azioni estere: vengono prima tassati nel Paese di origine e poi assoggettati al 26% italiano, con un rischio di doppia imposizione che riduce il rendimento netto. In questi casi vendere prima dello stacco può risultare fiscalmente più efficiente che incassare la cedola.

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In sintesi, comprare azioni prima del dividendo dà diritto alla cedola ma non genera un guadagno automatico: il giorno dello stacco il prezzo scende di un importo pari al dividendo e la tassazione del 26% riduce ulteriormente l'incasso netto. La strategia del "compra prima, vendi dopo" raramente è davvero vantaggiosa.

Il dividendo va valutato dentro una strategia di lungo periodo, non come scorciatoia di breve termine. Se punti a un reddito passivo costante, contano molto di più la solidità dell'azienda e il prezzo d'acquisto del titolo rispetto alla vicinanza alla data di stacco.

Domande frequenti su comprare azioni prima del dividendo

Disclaimer:

Questo non è un consiglio di investimento; investire comporta un rischio di perdita e i risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri.
I CFD sono strumenti complessi e presentano un rischio significativo di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. 71% dei conti di investitori al dettaglio perde denaro a causa delle negoziazioni in CFD con questo fornitore. Valuti se comprende il funzionamento dei CFD e se può permettersi di correre questo alto rischio di perdere il Suo denaro.