Prossima riunione FED: calendario 2026 e decisioni di politica monetaria

Indice
La prossima riunione della FED si terrà il 15 e 16 settembre 2026 e potrebbe segnare un nuovo cambio di direzione della politica monetaria statunitense. Dopo aver mantenuto i tassi invariati al 3,50%-3,75% anche a luglio, la Federal Reserve arriva all’appuntamento di settembre con un’inflazione ancora superiore al target e con un FOMC sempre più diviso.
Nell’ultima riunione, quella del 28-29 luglio, la decisione di lasciare invariati i tassi è stata approvata con 9 voti favorevoli e 3 contrari. Beth Hammack, Neel Kashkari e Lorie Logan avrebbero preferito un rialzo di 25 punti base.
Da allora, i nuovi dati macroeconomici hanno rafforzato lo scenario più restrittivo: ad agosto l’inflazione statunitense si è attestata al 3,4% su base annua, mentre i prezzi alla produzione sono saliti del 5,4%. Il mercato del lavoro, inoltre, ha registrato 162.000 nuovi posti di lavoro, con il tasso di disoccupazione stabile al 4,1%.
Alla vigilia della riunione, i futures sui Fed Funds indicano quindi come scenario prevalente un rialzo dei tassi di 25 punti base, che porterebbe il range di riferimento al 3,75%-4,00%.


Prodotti offerti
CFD, Forex, Commodities
Azioni, ETF, CFD, Forex, Criptovalute, Commodities
Piattaforma
MetaTrader 4, MetaTrader 5, TradingView, ActivTrader
WebTrader
La riunione della FED di settembre 2026 in breve:
- Tassi attuali: 3,50%-3,75%.
- Ultima decisione: tassi invariati a luglio, con voto 9-3.
- Scenario più atteso: rialzo di 25 punti base.
- Inflazione USA ad agosto: 3,4% annuo.
- Mercato del lavoro: +162.000 occupati ad agosto e disoccupazione al 4,1%.
- Dot plot: settembre include nuove proiezioni economiche e sui tassi.
Prossima riunione FED: cosa aspettarsi il 15-16 settembre 2026?
La riunione del 15-16 settembre sarà la terza sotto la presidenza di Kevin Warsh e arriva in un momento particolarmente delicato per la politica monetaria statunitense. Finora la FED ha mantenuto i tassi al 3,50%-3,75% durante tutto il 2026. Tuttavia, rispetto ai primi mesi dell’anno, all’interno del FOMC sono aumentate le pressioni a favore di una politica più restrittiva.
Il primo elemento da considerare è l’inflazione. Ad agosto l’indice dei prezzi al consumo è cresciuto dello 0,4% rispetto a luglio e del 3,4% su base annua. L’inflazione core, che esclude alimentari ed energia, è aumentata dello 0,3% mensile e si è attestata al 2,4% su base annua. A mantenere alta l’attenzione della banca centrale contribuiscono anche i prezzi alla produzione. Ad agosto il Producer Price Index (PPI) è aumentato dello 0,4% su base mensile e del 5,4% rispetto allo stesso mese del 2025.
Una parte importante dell'aumento dei prezzi continua inoltre a essere legata al comparto energetico, in un contesto ancora condizionato dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Anche il mercato del lavoro statunitense continua a mostrare una certa solidità. Ad agosto l’economia ha creato 162.000 posti di lavoro e il tasso di disoccupazione è rimasto stabile al 4,1%. Nel complesso, questi dati lasciano alla FED un maggiore margine per concentrarsi sul contenimento dell’inflazione.
La FED aumenterà i tassi a settembre?
Alla vigilia della riunione, lo scenario prevalente sui mercati è diventato quello di un rialzo di 25 punti base.
Dopo la pubblicazione degli ultimi dati sull’inflazione, il CME FedWatch Tool indicava una probabilità di circa l’85% per un aumento dei tassi nella riunione di settembre. Se questa previsione venisse confermata, il target sui Federal Funds passerebbe dall’attuale 3,50%-3,75% al 3,75%-4,00%.
Si tratta comunque di aspettative di mercato e non di una decisione già presa. Nella precedente riunione di luglio la maggioranza del FOMC aveva ancora preferito mantenere invariati i tassi, nonostante tre membri avessero già votato a favore di un aumento.

Perché il dot plot di settembre sarà importante?
Oltre alla decisione sui tassi, gli investitori seguiranno con particolare attenzione le nuove proiezioni economiche della Federal Reserve e il dot plot. Il dot plot mostra dove i singoli membri del FOMC ritengono appropriato collocare i tassi di interesse nei prossimi anni e viene pubblicato quattro volte l’anno, in occasione delle riunioni di marzo, giugno, settembre e dicembre.
A giugno la mediana delle proiezioni sul Federal Funds Rate per la fine del 2026 era salita al 3,8%, contro il 3,4% indicato a marzo. La FED aveva inoltre rivisto sensibilmente al rialzo le proprie previsioni sull’inflazione: per il 2026 stimava una PCE inflation al 3,6%, una core PCE al 3,3%, una crescita del PIL reale del 2,2% e un tasso di disoccupazione del 4,3%.
Le nuove proiezioni di settembre permetteranno quindi di capire se, dopo gli ultimi dati sui prezzi, all’interno del FOMC si è consolidato ulteriormente un orientamento più restrittivo e quale potrebbe essere la traiettoria dei tassi nei prossimi mesi. La decisione della FED sarà comunicata mercoledì 16 settembre alle 20:00 ora italiana, seguita alle 20:30 dalla conferenza stampa del presidente Kevin Warsh.
Ultima riunione FED: cosa è successo il 29 luglio 2026?
Nella riunione del 28-29 luglio 2026, la Federal Reserve ha mantenuto il target sui Federal Funds nel range 3,50%-3,75%.
A fare notizia, più che la decisione in sé, è stata la votazione. Il mantenimento dei tassi è stato approvato con un risultato di 9-3, con Beth Hammack, Neel Kashkari e Lorie Logan contrari alla decisione. Tutti e tre avrebbero preferito aumentare i tassi di 25 punti base già a luglio.
Il comunicato della FED ha sottolineato che l’attività economica continuava a espandersi a un ritmo solido, nonostante l’elevata incertezza, mentre l’inflazione restava superiore all’obiettivo del 2%, anche a causa di shock dell’offerta e dell’aumento dei prezzi in alcuni settori, tra cui quello energetico.
La votazione ha segnato un cambiamento importante rispetto alla riunione precedente: a giugno, infatti, la decisione di mantenere invariati i tassi era stata presa all’unanimità. Il risultato di luglio ha quindi mostrato per la prima volta una componente significativa del FOMC favorevole a un nuovo irrigidimento della politica monetaria.
Cosa aveva deciso la FED a giugno?
La riunione del 16-17 giugno 2026 era stata la prima presieduta da Kevin Warsh, entrato ufficialmente in carica come presidente della Federal Reserve il 22 maggio.

Anche in quell’occasione la FED aveva lasciato i tassi invariati al 3,50%-3,75%, ma con una decisione unanime: 12 voti favorevoli e nessun contrario.
La principale novità era arrivata dalle nuove proiezioni economiche. La mediana del tasso sui Federal Funds previsto per la fine del 2026 era salita dal 3,4% indicato a marzo al 3,8%, segnalando un orientamento più restrittivo rispetto a pochi mesi prima. Per il 2026 la Federal Reserve prevedeva inoltre:
- crescita del PIL reale del 2,2%;
- disoccupazione al 4,3%;
- inflazione PCE al 3,6%;
- inflazione core PCE al 3,3%.
Queste proiezioni avevano già iniziato a ridimensionare le aspettative di una politica monetaria più accomodante. Le divergenze emerse nella successiva riunione di luglio hanno poi rafforzato ulteriormente l’attenzione del mercato verso la possibilità di nuovi rialzi.
Calendario riunioni FED 2026
La Federal Reserve si riunisce 8 volte all'anno con una separazione di circa 40 giorni tra ogni riunione. Le date ufficiali delle riunioni vengono presentate con grande anticipo, motivo per cui già possiamo tenere a mente il calendario delle riunioni 2026 della FED.
- 27-28 Gennaio.
- 17-18 Marzo.
- 28-29 Aprile.
- 16-17 Giugno.
- 28-29 Luglio.
- 15-16 Settembre.
- 27-28 Ottobre.
- 8-9 Dicembre.
Le riunioni di marzo, giugno, settembre e dicembre sono associate alla pubblicazione del Summary of Economic Projections, che comprende anche il dot plot. Se sei interessato alle politiche delle banche centrali potresti consultare anche il calendario delle riunioni della BCE.
Le riunioni della FED: FOMC meeting
Quando parliamo della Federal Reserve, per capire tutto ciò che succede nelle sue riunioni, dobbiamo conoscere quattro concetti:
- FOMC: è il comitato di politica monetaria della Federal Reserve. È composto da 12 membri. Si occupa delle strategie di politica monetaria per poter raggiungere gli obiettivi. Si riunisce 8 volte all'anno, ogni 6 settimane circa, a Washington. Generalmente, delle 8 volte che si riunisce in un anno, nella metà offre successivamente una conferenza stampa.
- Verbali della FED: riassumono in dettaglio tutti gli argomenti che il FOMC ha trattato nelle sue riunioni. I verbali vengono pubblicati 3 settimane dopo ogni riunione del FOMC e mostrano le opinioni di tutti i membri che hanno partecipato alle riunioni.
- Libro Beige: è un insieme di dati che il FOMC utilizza nelle sue riunioni per prendere decisioni. Circa 2 settimane prima delle riunioni del FOMC vengono pubblicati.
- Dot plot: è un grafico in cui compaiono una serie di punti. Questo grafico viene pubblicato gratuitamente dopo ogni riunione della Federal Reserve e riflette cosa pensa ogni membro riguardo se nei restanti mesi dell'anno e negli anni successivi i tassi di interesse aumenteranno o diminuiranno, e di quanto. Ha avuto origine alla fine del 2011 con Ben Bernanke come presidente della Banca.
Molto dipende anche dall’orientamento hawkish o dovish dei diversi membri della FED. Un atteggiamento hawkish indica generalmente una maggiore attenzione al controllo dell’inflazione e quindi una maggiore propensione a mantenere o aumentare i tassi; un orientamento dovish tende invece a privilegiare maggiormente il sostegno alla crescita e all’occupazione.
Che impatto hanno sul mercato le riunioni della FED?
La FED è quindi un'istituzione cruciale per la salute economica degli Stati Uniti e ha un impatto significativo sui mercati finanziari globali. La riunioni della FED, dove avviene la determinazione delle politiche monetarie, soprattutto in relazione ai tassi di interesse, possono avere un impatto rilevante sui mercati finanziari.
Che succede quando c'è un aumento dei tassi di interesse?
Quando la FED opta per un aumento dei tassi di interesse, oppure per altre politiche volte a ridurre la liquidità nel sistema, nell'ottica del contenimento del livello dei prezzi, determina un rallentamento dell'economia.
L'aumento dei tassi di interesse, infatti, scoraggia i prestiti, rendendoli più "costosi". Il che a sua volta ha un effetto negativo sulla domanda aggregata e il livello dei consumi.

La riduzione della liquidità ha un effetto anche sul mercato azionario. Meno liquidità implica meno risorse per gli investimenti. Quindi, in linea generale, all'aumento dei tassi di interesse si associa una riduzione del valore delle azioni. E viceversa. Tuttavia, in alcuni casi, il mercato potrebbe avere già "scontato" l'effetto del rialzo, il che avviene quando, come accade di solito, la FED anticipa già le sue intenzioni di politica monetaria prima della decisione ufficiale. In questi casi, l'effetto sul mercato potrebbe essere più moderato.
In tempi di incertezza, come quelli che seguono all'innalzamento dei tassi di interesse, l'investimento in azioni difensive può rivelarsi un'ottima strategia. Anche beni rifugio, che mostrano una scarsa correlazione con il ciclo economico, come investire in oro, possono costituire una buona strategia di investimento.
Cosa succede quando i tassi di interesse vengono abbassati?
Al contrario, quando c'è una riduzione dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve (Fed) o di qualsiasi altra banca centrale, si cerca generalmente di ottenere l'effetto opposto di un aumento dei tassi. Le principali conseguenze di un abbassamento dei tassi d'interesse sono:
- Stimolo dell'economia: una riduzione dei tassi di interesse rende più conveniente prendere in prestito denaro. Ciò può incoraggiare sia le imprese che i consumatori a contrarre maggiori prestiti, rispettivamente per gli investimenti o i consumi.
- Aumento dei consumi: rendendo meno costoso il prestito, i consumatori possono essere più inclini a fare acquisti importanti, come case o automobili, che a loro volta possono aumentare la domanda aggregata nell'economia.
- Impatto sui mercati azionari: la riduzione dei tassi può avere un effetto positivo sui mercati azionari. Riducendo i costi di finanziamento e aumentando i consumi e gli investimenti, le aziende possono vedere migliorare le loro aspettative di profitto, che spesso si riflettono in un aumento dei prezzi delle azioni.
- Svalutazione della valuta: in alcuni casi, una riduzione dei tassi di interesse può portare a una svalutazione della valuta nazionale rispetto ad altre valute, poiché gli investitori cercheranno rendimenti più elevati in altri mercati, vendendo così la valuta locale.
- Rischio di inflazione: se da un lato la riduzione dei tassi mira a stimolare l'economia, dall'altro un effetto collaterale potrebbe essere l'aumento dell'inflazione. Con l'aumento dei consumi e degli investimenti, i prezzi potrebbero iniziare a salire, soprattutto se l'offerta non riesce a soddisfare l'aumento della domanda.
In breve, questo è il calendario delle prossime riunioni della Fed, per non perderne nessuna e per poter reagire sul mercato ai dettami della Fed, siano essi espansivi o restrittivi.
Cerchi un broker per il trading?


Prodotti offerti
CFD, Forex, Commodities
Azioni, ETF, CFD, Forex, Criptovalute, Commodities
Piattaforma
MetaTrader 4, MetaTrader 5, TradingView, ActivTrader
WebTrader
👉🏼 Guarda il video: l'impatto delle banche centrali sui mercati