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Negli ultimi anni il concetto di lazy portfolio è diventato sempre più popolare tra gli investitori retail. Il motivo è semplice: molti risparmiatori cercano una strategia di investimento passiva che sia facilmente replicabile nel lungo periodo permettendo il raggiungimento della massima efficienza grazie al contenimento dei costi.
I lazy portfolio nascono proprio con questo obiettivo: ridurre la complessità, minimizzare l’operatività e affidarsi a regole chiare di allocazione e ribilanciamento.Non sono scorciatoie per “guadagnare facile”, ma modelli pensati per resistere ai cicli di mercato, limitando errori emotivi e costi inutili.
Considerando la composizione varia di questo tipo di portfolio, credo che il modo migliore per crearne uno sia usando un broker multi-asset che ti permetta di realizzare ribilanciamenti in maniera più semplice.
I lazy portfolio sono dei portafogli di investimento passivo con un orizzonte temporale di lungo termine che replicano la cosiddetta strategia buy and hold, compra e tieni, adatta ad un investitore pigro, da cui appunto prendono nome.
Lo strumento finanziario più adatto a questo tipo di investimento è l’ETF, visto che si tratta di fondi passivi che replicano determinati indici di mercato formati da panieri di azioni, obbligazioni, materie prime. Il loro scopo non è battere il mercato ma solamente replicarlo.
Un lazy portfolio costituito da ETF ti permette di:
La differenza principale tra lazy portfolio e gestione attiva sta nel processo decisionale:
| La gestione attiva 👇 | Il lazy portfolio 👇 | ||
| cerca di battere il mercato; richiede analisi continue; comporta costi più elevati; espone maggiormente a errori emotivi. | accetta i rendimenti di mercato; privilegia la costanza nel tempo; riduce costi e turnover; punta alla stabilità del percorso, non alla sovra-performance. |
| La gestione attiva 👇 | Il lazy portfolio 👇 |
| cerca di battere il mercato; richiede analisi continue; comporta costi più elevati; espone maggiormente a errori emotivi. | accetta i rendimenti di mercato; privilegia la costanza nel tempo; riduce costi e turnover; punta alla stabilità del percorso, non alla sovra-performance. |
Numerosi studi e la mia stessa esperienza come consulente finanziario, dimostrano che, nel lungo periodo, la disciplina dell’asset allocation pesa più della selezione dei singoli strumenti. Il 90% dei fondi a gestione attiva ha sottoperformato l'indice di riferimento; di questi, più della metà non sopravvive.
Un lazy portfolio ben costruito include quasi sempre alcune asset class ricorrenti:
La differenza tra i vari modelli di lazy portfolio sta nel peso assegnato a ciascun asset, non tanto negli asset stessi.
Il ribilanciamento è il cuore del lazy portfolio poiché serve a riportare il portafoglio alle percentuali originarie dopo che i mercati si sono mossi.
Le regole più comuni sono:
Per esempio in un portafoglio 60% obbligazionario e 40% azionario se le azioni hanno avuto una performance positiva e le obbligazioni una performance negativa ti troverai a fine anno con magari un portafoglio 50/50.
Ad inizio anno, poi, dovrai vendere la parte azionaria e reinvestirla nella parte obbligazionaria fino a tornare ad un portafoglio 60/40.
Ora passiamo dalla teoria alla pratica, dando uno sguardo a quelli che sono i lazy portfolio più famosi della storia finanziaria.
Nel tempo, infatti, sono nati diversi modelli di questi portafogli, spesso associati a economisti, investitori o gestori da cui prendevano il nome e che sono oggi pietre miliari degli investimenti, una sorta di scelta sicura (in termini di asset allocation) per avere tutto sotto controllo sempre.
Il portafoglio 60/40 è il lazy portfolio più semplice e conosciuto ed è formato appunto da:

Il portafoglio 60/40 non ha un vero autore ma è stato concepito durante lo sviluppo della Modern Portfolio Theory di Harry Markowitz negli anni ’50. Questa teoria fu una vera rivoluzione nella finanza moderna perché formalizzò matematicamente l’idea di diversificazione ottimale tra diverse classi di attività per massimizzare il rendimento atteso dato un livello di rischio.
Per decenni è stato considerato uno standard di riferimento per l’investitore bilanciato. Funziona bene in contesti di crescita economica stabile, ma può soffrire in fasi di inflazione elevata o quando azioni e obbligazioni scendono insieme (come siamo stati testimoni nel 2022).
Negli ultimi 30 anni ha avuto i seguenti risultati:
Per replicare il classico 60/40 con pochi ETF, utilizzare una piattaforma come Trade Republic può aiutare a restare sul buy and hold e a concentrarsi sul ribilanciamento periodico, senza aggiungere complessità.
Il portafoglio All Weather è stato ideato nel 1996 da Ray Dalio, fondatore di Bridgewater Associates e nasce con l’idea di performare in ogni fase del ciclo economico:
L’obiettivo non è massimizzare il rendimento, ma minimizzare la dipendenza dallo scenario macroeconomico adottando alcuni presupposti:
La sua asset allocation è:

Negli ultimi 30 anni ha avuto i seguenti risultati:
Per costruire un All Weather con ETF e, quando serve, strumenti quotati su oro e materie prime, Fineco è un broker multi-asset che consente di gestire le diverse componenti del portafoglio in modo ordinato e coerente nel tempo.
Il Permanent Portfolio è stato ideato da Harry Browne agli inizi degli anni ‘80. La filosofia dietro questo portafoglio venne poi resa popolare e ampiamente divulgata attraverso il libro di Browne “Fail-Safe Investing: Lifelong Financial Security in 30 Minutes” pubblicato nel 1999, dove si espone in dettaglio l’idea di una allocazione a quattro parti uguali pensata per garantire stabilità e protezione nel lungo periodo.
In pratica il portafoglio divide il capitale in quattro parti uguali:

Ogni componente è pensata per performare bene in scenari diversi: crescita, deflazione, recessione o inflazione.
Negli ultimi 30 anni ha avuto i seguenti risultati:
Se l’obiettivo è seguire la logica del Permanent Portfolio, Scalable Capital si presta a impostare la struttura a blocchi con ETF per azioni e obbligazioni, mantenendo la quota liquidità come cash e gestendo l’esposizione all’oro tramite strumenti quotati.
Il Golden Butterfly portfolio è stato ideato da Tyler, il fondatore del sito PortfolioCharts.com e la sua diffusione su grande scala risale al 2015.
È un lazy portfolio nato dall’analisi e dall’esperimento di combinare diversi asset in modo ottimizzato per bilanciare crescita e protezione, ispirandosi direttamente alle idee di Harry Browne sul Permanent Portfolio ma con un orientamento leggermente più aggressivo verso la crescita. In particolare:
La sua asset allocation è la seguente:

Negli ultimi 30 anni ha avuto i seguenti risultati:
Per replicare il Golden Butterfly, Freedom24 può essere una scelta pratica per costruire l’esposizione a large cap, small cap, obbligazioni a breve/lungo e oro tramite ETF, mantenendo chiara la logica delle cinque componenti.
Il Larry Portfolio è un portafoglio lazy ideato da Larry Swedroe, direttore della ricerca alla Buckingham Strategic Wealth.
La sua allocazione tipica è: 30% azioni e 70% obbligazioni ed è pensato per investitori che vogliono ridurre al minimo il rischio globale pur mantenendo esposizione azionaria intelligente e diversificata.
Il Pinwheel Portfolio è un portafoglio più frammentato e diversificato rispetto ad altri lazy portfolio classici, chiamato così perché la sua allocazione ricorda una girandola (pinwheel in inglese). La sua allocazione tipica è: 65% azioni, 25% obbligazione 10% oro.
Al suo interno include: azionario USA, azionario internazionale, azionario emergente, small cap, obbligazioni a breve e medio termine, oro e REITs.
L’idea è di catturare diversi segmenti di mercato in modo che rispondano in maniera diversa alle fasi economiche, migliorando diversificazione e potenziale premio al rischio complessivo.
Il modello Swensen prende ispirazione dal celebre Yale Endowment Model, ovvero la strategia di investimento che David Swensen usò per gestire il fondo di dotazione dell’università di Yale con ottimi risultati per anni.
La sua allocazione tipica è: 70% azioni e 30% obbligazione. Rispetto al portafoglio All Weather o al 60/40, il modello Swensen è più aggressivo, punta su molte asset class e privilegia la crescita nel lungo periodo, mantenendo comunque un certo livello di stabilità attraverso la diversificazione.
Il 90/10 Portfolio è uno dei lazy portfolio più semplici: ha una forte esposizione azionaria ed è spesso associato a Warren Buffett.
La sua allocazione tipica è: 90% azioni e 10% obbligazione, il che lo rende un portafoglio estremamente orientato alla crescita e comporta alta volatilità proprio perché contiene gran parte in azioni.
Vantaggi
Svantaggi
Un lazy portfolio non elimina il rischio, ma lo rende più gestibile. Se ti interessa questo tipo di approccio e vuoi metterlo in pratica, abbiamo visto che l'ideale è utilizzare un broker multi-asset che ti permetta di gestire le varie componenti azionarie, obbligazionari e tutte le altre esposizioni accessorie in modo ordinato e replicabile nel tempo.