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Tipi di obbligazioni: la guida completa ai bond

I tipi di obbligazioni si distinguono per cedola (fisso, variabile, zero coupon, indicizzate), per emittente (titoli di Stato, sovranazionali, corporate, bancarie) e per grado di rimborso (senior o subordinate). Cambiano rischio, rendimento e tassazione: 12,5% sui titoli di Stato, 26% sulle altre.
quali sono i vari tipi di obbligazioni e bond e come acquistarli

Indice

Le obbligazioni sono titoli di debito con cui uno Stato, un ente sovranazionale, una banca o un'impresa si finanzia presso gli investitori: chi le compra presta denaro all'emittente e riceve in cambio cedole periodiche più il rimborso del capitale a scadenza. Non esiste però un solo tipo di obbligazione.

Cambiano il modo in cui viene pagata la cedola, chi emette il titolo e la posizione dell'investitore se l'emittente non paga. In questa guida trovi i tipi di obbligazioni ordinati secondo questi tre criteri, con le differenze concrete di rischio, rendimento e tassazione in Italia.

Vuoi investire in obbligazioni e confrontare BTP, corporate bond e titoli sovranazionali? Fineco può essere una soluzione pratica per chi cerca conto titoli, regime amministrato e accesso ai principali mercati obbligazionari italiani ed europei, mentre BG Saxo è adatto a chi vuole un catalogo più ampio di bond, anche OTC e internazionali.

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Cosa sono le obbligazioni e come funzionano

Le obbligazioni sono titoli di debito emessi da enti pubblici (governi ed enti locali) o da società private (aziende e istituti finanziari) per raccogliere fondi con cui finanziare le proprie attività o sostenere la spesa pubblica. Chi acquista un'obbligazione concede un prestito all'emittente, non ne diventa socio.

L'emittente si impegna a restituire il capitale investito alla scadenza del titolo e a pagare interessi periodici, chiamati cedole, di norma con frequenza semestrale o annuale. È questa regolarità a rendere i bond lo strumento di riferimento per chi cerca un flusso di reddito prevedibile.

Rispetto alle azioni sono generalmente considerate meno rischiose: in caso di liquidazione della società emittente, gli obbligazionisti vengono rimborsati prima degli azionisti. La priorità di rimborso non equivale però alla certezza di recuperare tutto il capitale.

Valore nominale, cedola e scadenza: gli elementi di un bond

Tre parametri descrivono qualsiasi obbligazione, e capirli è il presupposto per distinguere una tipologia dall'altra.

  • Valore nominale: l'importo che l'emittente rimborsa alla scadenza; per i titoli di Stato italiani il taglio minimo è di 1.000 euro (Dipartimento del Tesoro, 2026).
  • Cedola: l'interesse periodico riconosciuto all'investitore, espresso in percentuale annua sul valore nominale.
  • Scadenza: la data in cui l'emittente restituisce il capitale, da pochi mesi fino a 50 anni.

Un titolo con valore nominale di 1.000 euro e cedola lorda annua del 3% pagata a semestre riconosce due cedole da 15 euro. Il rendimento effettivo, però, dipende anche dal prezzo di acquisto: chi compra sotto la pari guadagna più della cedola nominale.

Quali sono i tipi di obbligazioni?

Le obbligazioni si classificano lungo assi indipendenti che si combinano fra loro: un BTP è insieme a tasso fisso, governativo e senior. La tabella riassume i criteri e le categorie che incontrerai più spesso sul mercato italiano.

CriterioTipi di obbligazioniCosa cambia per l'investitore
CedolaTasso fisso, tasso variabile, zero coupon, indicizzate all'inflazionePrevedibilità del flusso e sensibilità ai tassi
EmittenteTitoli di Stato, sovranazionali, corporate, bancarieRischio di credito e aliquota fiscale
Grado di rimborsoSenior, subordinateOrdine di rimborso in caso di default
Opzioni incorporateOrdinarie, strutturate, convertibili, callableComplessità e prevedibilità del rendimento

Tipi di obbligazioni in base alla cedola

È la distinzione più utile in fase di acquisto, perché determina se il flusso di interessi resta stabile o si muove con il mercato.

Obbligazioni a tasso fisso

La cedola è predeterminata all'emissione e resta costante per tutta la vita del titolo: sai in anticipo quanto incasserai e quando. Sono i titoli scelti da chi vuole pianificare entrate certe, come i BTP con cedola semestrale.

Il rovescio della medaglia è la sensibilità ai tassi: se i rendimenti di mercato salgono, il prezzo del titolo già in circolazione scende, perché le nuove emissioni offrono cedole più generose. L'effetto è tanto più marcato quanto più lunga è la scadenza.

Obbligazioni a tasso variabile

Qui l'emittente non fissa l'importo della cedola, ma il metodo per calcolarla: un parametro di riferimento più uno spread. I CCTeu italiani, per esempio, sono indicizzati all'Euribor a 6 mesi maggiorato di uno spread definito in asta.

Il flusso cedolare è meno prevedibile, ma il prezzo oscilla molto meno di quello di un titolo a tasso fisso di pari scadenza. Sono lo strumento tipico delle fasi di rialzo dei tassi, quando la cedola si adegua automaticamente al nuovo scenario.

Obbligazioni zero coupon

Le obbligazioni zero coupon non pagano cedole periodiche. L'investitore acquista il titolo a un prezzo inferiore al valore nominale e riceve il rimborso pieno alla scadenza: il rendimento è tutto nella differenza fra i due prezzi.

I BOT, con scadenze a 3, 6 e 12 mesi, e i CTZ a 24 mesi appartengono a questa famiglia. Sono adatti a chi ha un orizzonte definito e non ha bisogno di incassi intermedi, mentre non generano alcun reddito periodico per chi vive di cedole.

Obbligazioni indicizzate all'inflazione

In questi titoli il capitale, la cedola o entrambi vengono rivalutati in base all'andamento dei prezzi al consumo. Il Tesoro italiano emette i BTP€i, agganciati all'inflazione dell'area euro, e i BTP Italia, legati invece all'indice FOI nazionale.

Proteggono il potere d'acquisto perché fissano un rendimento reale anziché nominale. Il concetto è formalizzato dall'equazione di Fisher, che lega il tasso nominale al tasso reale corretto per l'inflazione attesa: è il rendimento reale a misurare il guadagno effettivo.

Tipi di obbligazioni in base all'emittente

Chi emette il titolo determina il rischio di credito e, in Italia, anche l'aliquota fiscale applicata a cedole e plusvalenze.

Titoli di Stato: BOT, BTP, CCTeu e BTP Italia

I titoli di Stato sono obbligazioni emesse dai governi per finanziare il debito pubblico. Sono considerati fra gli investimenti più solidi di un portafoglio, perché garantiti dalla capacità fiscale dell'emittente, ma il rischio Paese non è mai nullo, come mostrano i differenziali di rendimento fra Stati europei.

Il Dipartimento del Tesoro emette regolarmente sei categorie di titoli sul mercato interno, tutte con taglio minimo di 1.000 euro:

  • BOT: zero coupon con scadenza a 3, 6 e 12 mesi. Le differenze tra BOT e BTP riguardano orizzonte e forma del rendimento.
  • CTZ: certificati zero coupon a 24 mesi, senza cedole intermedie.
  • CCT/CCTeu: scadenza 5-7 anni, con cedole variabili semestrali.
  • BTP: cedole fisse semestrali e scadenze a 3, 5, 7, 10, 15, 20, 30 e 50 anni. Approfondisci cosa sono e come funzionano i BTP.
  • BTP€i: cedole reali semestrali su scadenze a 5, 10, 15 e 30 anni, indicizzate all'inflazione europea.
  • BTP Italia: durata 4, 6 e 8 anni, con rivalutazione semestrale del capitale e premio fedeltà a scadenza.

A queste si affianca il BTP Valore, la famiglia riservata ai risparmiatori individuali con cedole crescenti e un extra premio finale. Puoi approfondire come funziona il BTP Valore prima del prossimo collocamento.

Qui trovi invece una lista con i migliori BTP da comprare oggi e una guida completa su come investire in titoli di Stato.

Obbligazioni sovranazionali

Sono emesse da istituzioni finanziarie internazionali come la Banca europea per gli investimenti (BEI) o il Meccanismo europeo di stabilità, ed è il capitale versato dagli Stati membri a sostenerne il merito di credito.

Finanziano progetti infrastrutturali, sanitari o di transizione energetica e in Italia beneficiano dell'aliquota agevolata riservata ai titoli pubblici. Il rendimento è di norma inferiore a quello dei bond societari di pari scadenza.

Obbligazioni corporate

Le obbligazioni corporate sono emesse dalle imprese per finanziare investimenti o rifinanziare debito esistente. Si dividono in due grandi blocchi in base al giudizio delle agenzie di rating: investment grade per gli emittenti più solidi e speculative grade per gli altri.

Il secondo blocco comprende le obbligazioni high yield, che offrono cedole più alte proprio perché il rischio di insolvenza è superiore. Per il funzionamento operativo di questo segmento è utile la guida su come investire in obbligazioni corporate.

Obbligazioni bancarie

Le obbligazioni bancarie sono titoli di debito emessi da istituti di credito per finanziare la propria attività. Esistono in versione senior, subordinata e garantita da specifici attivi dell'emittente, con profili di rischio molto diversi fra loro.

La vigilanza di Banca d'Italia e della BCE sugli emittenti offre un presidio in più, ma un'obbligazione bancaria non è un deposito e non gode delle stesse tutele. Prima di sottoscriverla vale la pena valutare la solidità patrimoniale dell'istituto e il grado di subordinazione del titolo.

Obbligazioni senior e subordinate: chi viene rimborsato prima

Le obbligazioni senior stanno al vertice della gerarchia del debito: in caso di liquidazione, i loro detentori vengono rimborsati per primi fra gli obbligazionisti, prima delle emissioni subordinate e degli azionisti.

Le obbligazioni subordinate occupano invece una posizione inferiore rispetto ad altre emissioni della stessa società. Se l'emittente fallisce, vengono rimborsate solo dopo i creditori senior, e per compensare questo rischio offrono rendimenti più elevati.

La categoria comprende strumenti molto diversi per grado di subordinazione, dai titoli Tier 2 ai bond perpetui, che non hanno una scadenza predefinita. Sono prodotti destinati a investitori consapevoli del rischio di credito che si stanno assumendo.

Obbligazioni ordinarie e strutturate

Le obbligazioni ordinarie, dette anche plain vanilla, hanno caratteristiche standard: durata, tasso e frequenza delle cedole sono definiti in partenza. La quasi totalità dei titoli di Stato rientra in questa categoria.

Le obbligazioni strutturate incorporano invece uno strumento derivato che ne determina il rendimento, spesso agganciato a indici azionari, tassi di cambio o panieri di titoli. Il rimborso del capitale può essere condizionato: il profilo di rendimento non è lineare e richiede la lettura del documento informativo.

Obbligazioni convertibili

Danno all'investitore la facoltà di convertire il titolo in azioni dell'emittente, secondo un rapporto di cambio fissato in anticipo. Uniscono la cedola di un bond alla possibilità di partecipare al rialzo del titolo azionario.

In cambio di questa opzione, la cedola è inferiore a quella di un'obbligazione ordinaria dello stesso emittente. Conviene quando si ha una visione positiva sull'azienda ma si vuole limitare la volatilità dell'investimento azionario puro.

Obbligazioni callable

Sono titoli che l'emittente può rimborsare prima della scadenza naturale, di norma quando i tassi di mercato scendono e rifinanziarsi costa meno. Per compensare questa asimmetria offrono un rendimento superiore.

Il rischio per l'investitore si chiama rischio di reinvestimento: il capitale rientra proprio quando i rendimenti sono più bassi. Prima di comprare è essenziale verificare le date di call previste dal regolamento del prestito.

Differenza tra azioni e obbligazioni

Azioni e obbligazioni servono entrambe a raccogliere capitali, ma attribuiscono all'investitore diritti opposti: l'azionista è socio, l'obbligazionista è creditore.

CaratteristicaAzioniObbligazioni
Posizione dell'investitoreSocio della societàCreditore dell'emittente
RemunerazioneDividendi, non garantitiCedole stabilite dal contratto
Diritto di votoSì, in assembleaNo
Ordine di rimborsoUltimoPrima degli azionisti

Le azioni conferiscono il diritto di voto in assemblea e la partecipazione agli utili sotto forma di dividendi, che però l'emittente può sospendere. Le obbligazioni non danno diritti di proprietà, ma garantiscono un diritto contrattuale al rimborso del capitale e al pagamento degli interessi.

Perché investire in obbligazioni?

Dopo il ritorno dei tassi su livelli positivi, il reddito fisso è tornato a offrire rendimenti che per un decennio non erano disponibili. Le ragioni per inserirlo in portafoglio sono essenzialmente tre.

Un reddito prevedibile

Il possessore sa in anticipo quanto incasserà e per quanto tempo, il che rende le obbligazioni lo strumento naturale per obiettivi con una data precisa: una spesa programmata, un'integrazione di reddito, la parte prudente di un portafoglio.

Il flusso cedolare è noto fin dal momento dell'acquisto, salvo il caso dei titoli a tasso variabile e di quelli indicizzati. Questa prevedibilità è ciò che manca ai dividendi azionari, decisi anno per anno dall'assemblea.

Un rischio inferiore a quello delle azioni

A parità di emittente, un'obbligazione oscilla meno di un'azione e viene rimborsata prima. Il rischio principale è quello di credito: la possibilità che l'emittente non paghi le cedole o non rimborsi il capitale, ossia il cosiddetto default dell'emittente.

A questo si aggiunge il rischio di tasso. Chi possiede un titolo con cedola al 4% e vede i rendimenti di mercato salire al 5% può venderlo solo sotto la pari: prezzo e rendimento delle obbligazioni si muovono in direzioni opposte.

Il mercato secondario: vendere prima della scadenza

Le obbligazioni sono negoziate sul mercato secondario, dove il prezzo può collocarsi sopra o sotto il valore nominale. Non è necessario attendere la scadenza per recuperare il capitale, ma il prezzo di realizzo non è garantito.

Il prezzo dipende principalmente da tre elementi: l'affidabilità dell'emittente, l'andamento dei tassi di interesse e l'incontro fra domanda e offerta. Osservare come interpretare la curva dei rendimenti aiuta a capire in che fase del ciclo ci si trova.

Per approfondire leggi anche Come investire in obbligazioni.

Come scegliere in quali obbligazioni investire

Individuata la tipologia, restano alcuni elementi da verificare perché un'obbligazione sia allo stesso tempo redditizia e ragionevolmente sicura.

Quando scegli un’obbligazione non basta guardare la cedola: contano rendimento a scadenza, prezzo di acquisto, rating, liquidità e fiscalità. Per acquistare bond puoi valutare Fineco se preferisci un intermediario italiano con regime amministrato e accesso a MOT, EuroTLX e altri mercati, oppure BG Saxo se cerchi una selezione più ampia di obbligazioni governative e corporate internazionali.

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Il rating dell'emittente

Il rating misura la probabilità che l'emittente onori i propri impegni. Un investitore con profilo conservativo tende a privilegiare i titoli di Stato rispetto alle emissioni societarie, e all'interno dei governativi le scale più alte come la tripla A.

I giudizi sono espressi dalle agenzie di credito e vanno letti come una fotografia aggiornabile, non come una garanzia. Un declassamento fa scendere il prezzo del titolo anche prima di un'eventuale insolvenza.

Cedola, prezzo e rendimento a scadenza

La cedola da sola non basta a confrontare due titoli, perché non tiene conto del prezzo pagato né del tempo residuo. L'indicatore corretto è il rendimento a scadenza (YTM), che sintetizza cedole e capital gain.

I riferimenti di mercato aiutano a giudicare se una cedola è generosa. A inizio agosto 2026 il Treasury statunitense a 2 anni rendeva il 4,19% e quello a 10 anni il 4,65% (U.S. Department of the Treasury, 7 agosto 2026).

Sul fronte dei titoli di stato europei, la curva di quelli con rating tripla A elaborata dalla BCE indicava un rendimento del 2,67% a 2 anni e del 3,15% a 10 anni alla stessa data. Un bond corporate deve offrire un premio su questi livelli per compensare il rischio di credito aggiuntivo.

I rischi da valutare prima di comprare

Oltre al rischio di credito e a quello di tasso, due elementi incidono sul risultato finale. Il rischio di liquidità riguarda i titoli poco scambiati, che si vendono solo accettando uno sconto sul prezzo.

Il rischio di inflazione erode il valore reale delle cedole fisse: con un'inflazione al 3% e una cedola al 3%, il guadagno reale è nullo. È il motivo per cui i titoli indicizzati trovano spazio nei portafogli di lungo periodo.

Come sono tassate le obbligazioni in Italia

La fiscalità cambia in base all'emittente e incide sul rendimento netto quanto la cedola. Chi confronta due titoli deve ragionare sempre su rendimenti netti, non lordi.

  • 12,5%: titoli di Stato italiani, titoli di enti pubblici territoriali, obbligazioni sovranazionali e titoli di Stato dei Paesi in white list (Dipartimento del Tesoro, 2026).
  • 26%: obbligazioni corporate e bancarie, sia sulle cedole sia sulle plusvalenze.
  • Imposta di bollo: 0,2% annuo sul controvalore del dossier titoli, indipendentemente dalla tipologia.

Con un broker che opera in regime amministrato l'intermediario agisce da sostituto d'imposta e applica le ritenute per conto dell'investitore. In regime dichiarativo gli adempimenti restano a carico del contribuente, che deve indicarli in dichiarazione dei redditi.

Dove comprare obbligazioni: broker e piattaforme

Per acquistare obbligazioni serve un deposito titoli presso una banca o un broker autorizzato e vigilato da CONSOB: sul mercato primario si partecipa ai collocamenti, su quello secondario si comprano titoli già in circolazione tramite MOT, EuroTLX o mercati OTC. I costi fissi pesano molto sugli importi piccoli, perché le cedole dei titoli di qualità sono contenute.

BG Saxo

BG Saxo è la piattaforma nata dalla partnership fra Banca Generali e Saxo Bank ed è pensata per chi vuole un catalogo ampio: dichiara oltre 5.000 titoli di Stato e obbligazioni corporate, con accesso ai mercati europei, statunitensi ed emergenti.

Il tratto distintivo è la negoziazione online delle obbligazioni OTC, con commissioni a partire da 7 euro anche sugli ordini OTC. Opera in regime amministrato, quindi gestisce direttamente gli adempimenti fiscali dell'investitore italiano.

Fineco

Fineco unisce conto corrente e conto titoli in un unico rapporto e consente di operare sui principali segmenti obbligazionari: MOT ed EuroMOT, EuroTLX, MIMTF ed Euronext. La scheda di ogni titolo riporta prezzo, rendimento e rateo di interessi maturato.

Sul mercato italiano ed europeo la banca applica una commissione di negoziazione dello 0,19%, con minimo 2,95 euro e massimo 19 euro per ordine, senza costi di custodia titoli. È l'opzione più immediata per chi vuole un unico interlocutore per banca e investimenti.

Qui trovi altri broker per investire in obbligazioni e una selezione delle obbligazioni migliori del momento.

In sintesi, i tipi di obbligazioni si leggono su tre assi che si sovrappongono: la cedola dice quanto sarà prevedibile il flusso di interessi, l'emittente determina rischio di credito e aliquota fiscale, il grado di rimborso stabilisce chi viene pagato per primo se qualcosa va storto.

Prima di comprare conviene tradurre queste categorie in due numeri: il rendimento a scadenza netto e la scadenza compatibile con il proprio orizzonte. Un BTP a 10 anni e un bond subordinato bancario non sono lo stesso investimento, anche quando la cedola sembra simile.

Domande frequenti sui tipi di obbligazioni