Quali sono i più grandi investitori del mondo?

Indice
I migliori investitori al mondo non sono diventati un punto di riferimento solo per il patrimonio accumulato, ma soprattutto per la capacità di generare risultati nel lungo periodo.
“Migliori” non indica però una classifica matematica: un gestore di fondi, un investitore attivista e un trader macro operano con obiettivi, rischi, capitale e vincoli diversi. Il confronto ha senso solo considerando risultati documentati, durata, benchmark e perdite sopportate.
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I migliori investitori al mondo
Nel contesto degli investimenti finanziari, alcuni nomi si sono distinti per risultati, influenza o innovazione. La tabella è una selezione editoriale, non una graduatoria di rendimento: per diversi protagonisti non esiste una serie storica pubblica e omogenea.
| Investitore | Stile di investimento | Perché è famoso | Lezione chiave |
|---|---|---|---|
| Warren Buffett | Value investing | Berkshire Hathaway e approccio di lungo periodo | Puntare su aziende di qualità a prezzi ragionevoli |
| George Soros | Macro/speculativo | Scommessa contro la sterlina | Leggere gli squilibri macro |
| Benjamin Graham | Value investing | Padre del value investing | Margine di sicurezza |
| John Bogle | Investimento passivo | Fondatore di Vanguard e pioniere degli index fund | Ridurre costi e complessità |
| Peter Lynch | GARP / stock picking | Gestione del Magellan Fund | Investire in business comprensibili e con crescita ragionevole |
| John Templeton | Value globale | Visione internazionale e contrarian | Cercare opportunità dove gli altri non guardano |
| Thomas Rowe Price Jr. | Growth investing | Pioniere dell’investimento growth | La crescita di qualità può creare valore nel lungo termine |
| John Neff | Value contrarian | Windsor Fund e focus su titoli sottovalutati | I settori impopolari possono nascondere occasioni |
| Jesse Livermore | Trading speculativo / trend following | Operazioni celebri nei grandi crash storici | Disciplina e timing contano più dell’istinto puro |
| Carl Icahn | Investimento attivista | Pressione sulle aziende per sbloccare valore | Intervenire nella governance può generare rendimento |
| Ray Dalio | Macro / risk parity | Fondatore di Bridgewater e del portafoglio All Weather | Diversificare tra scenari economici riduce il rischio |
Warren Buffett
Warren Buffett è considerato uno dei migliori investitori della storia, con un interesse per gli investimenti che si manifesta fin dalla sua adolescenza. Le sue prime esperienze nel mondo del business hanno gettato le basi per la sua futura fortuna. La trasformazione di Berkshire Hathaway — da azienda tessile in difficoltà a holding di assicurazioni e investimenti — rappresenta una delle sue mosse più significative.
Buffett ha tratto ispirazione e insegnamenti da Benjamin Graham, un altro grande maestro degli investimenti. Questo ha portato alla creazione del "metodo Warren Buffett", che si concentra sulla ricerca di aziende capaci di offrire rendimenti solidi e duraturi nel lungo periodo, basandosi su un'analisi approfondita degli aspetti finanziari, aziendali e gestionali.
Dal 1º gennaio 2026 Greg Abel ricopre i ruoli societari di President e CEO di Berkshire Hathaway, mentre Buffett resta chairman, ossia presidente del consiglio di amministrazione. Secondo il rapporto annuale 2025, le principali decisioni di investimento e allocazione del capitale sono ora responsabilità di Abel.
Non indichiamo un patrimonio “attuale” di Buffett: è una stima che cambia con il prezzo delle azioni Berkshire e con le donazioni, quindi diventa obsoleta rapidamente e non misura la qualità del metodo
George Soros
Investitore di origine ungherese, considerato un maestro delle tendenze economiche, George Soros nasce il 12 agosto 1930 a Budapest, in Ungheria. Sperimenta in prima persona gli orrori dell'olocausto: la famiglia è costretta a falsificare i documenti per sopravvivere. Dopo la guerra si trasferisce in Inghilterra, dove studia alla London School of Economics.
Qui viene influenzato dal filosofo Karl Popper, il cui concetto di "società aperta" lo segnerà profondamente sul piano politico e filantropico. Soros inizia la sua carriera nel mondo degli investimenti a Londra, per poi trasferirsi a New York.
Nel 1970 fonda la "Soros Fund Management", diventando uno dei gestori di fondi hedge più di successo nella storia degli Stati Uniti.
Ridurre il suo metodo all’“istinto” è fuorviante. Il concetto centrale dichiarato da Soros è la riflessività: percezioni e azioni dei partecipanti possono modificare i fondamentali e alimentare sequenze di boom e crisi. La lezione operativa è formulare ipotesi, cercare dove possono fallire e cambiare posizione quando i fatti smentiscono la tesi.
Benjamin Graham
Graham è stato uno dei principali esponenti del value investing. Studente brillante, con una forte predisposizione per la matematica, all'età di soli 20 anni si laurea alla Columbia University, dove gli fu offerta anche una cattedra che rifiutò per cercare fortuna a Wall Street.
Graham inizia dal basso, come fattorino per la società Newburger, Henderson & Loeb, ma le sue capacità emergono presto: diventerà partner della società e fonderà poi la Graham & Newman Partnership.
Il suo metodo non consisteva semplicemente nel comprare società con rating stabile, utili crescenti e dividendi. Il nucleo era stimare prudentemente il valore, pagare un prezzo sufficientemente inferiore e costruire un margine di sicurezza, tenendo conto anche della diversificazione e della psicologia dell’investitore.
John Bogle
Fondatore della società di fondi comuni "Vanguard Group" nel 1974, Bogle è stato un pioniere del fondo comune no-load e un sostenitore degli investimenti a basso costo. È a lui che si deve il primo fondo indicizzato "Vanguard 500".
Sotto la sua guida Vanguard è diventata una delle più grandi società di gestione al mondo. Nel 1976 Bogle ha introdotto il primo fondo indicizzato per investitori al dettaglio, il Vanguard 500 Index Fund, che replicava l'indice S&P 500: un approccio rivoluzionario in un contesto dominato dalla gestione attiva.
L'approccio di Bogle è improntato alla riduzione dei costi e a uno stile di investimento passivo attraverso i fondi indicizzati, con una visione di lungo periodo che tiene conto anche dell'etica degli investimenti.
Peter Lynch
Peter Lynch nasce il 19 gennaio 1944 a Newton, Massachusetts. Assunto come caddie in un campo da golf, conosce il presidente della società di investimenti Fidelity ed entra così in contatto con il mondo del trading. Si laurea in psicologia, storia e filosofia al Boston College nel 1965 e inizia la carriera come stagista in Fidelity Investments, dove nel 1974 diventa direttore della ricerca.
Ha gestito il "Fidelity Magellan Fund" dal 1977 al 1990, generando una crescita enorme del patrimonio del fondo: Lynch ha superato il benchmark dell'indice S&P 500 con un rendimento medio annuo del 29%.
Lynch è noto per la filosofia di investimento chiamata GARP, che combina elementi value con elementi growth e seleziona i titoli con aspettative di crescita ragionevoli.
John Templeton
Sir John Marks Templeton (1912-2008) è stato un investitore e filantropo americano-britannico, noto per lo stile orientato al valore e per la sua prospettiva globale, di ampio respiro.
Nato in Tennessee, frequenta le università di Yale e Oxford, conseguendo una laurea in legge. Nel 1954 fonda il Templeton Growth Fund, uno dei fondi di maggior successo del XX secolo. Dopo il ritiro si dedica alla filantropia, fondando nel 1987 la John Templeton Foundation, dedicata al rapporto tra scienza e religione.
Il suo stile presenta elementi value con una prospettiva globale — sconosciuta all'epoca — e un approccio incentrato sulla diversificazione e sulla ricerca delle migliori opportunità di lungo periodo.
Thomas Rowe Price Jr.
Thomas Rowe è considerato il padre del growth investing. Nasce a Linwood, nel Maryland, e studia chimica al Swarthmore College. Nel 1937 fonda la società di investimenti T. Rowe Price a Baltimora, che diventa una delle maggiori degli Stati Uniti.
Il suo stile si caratterizza per l'attenzione alle aziende con tassi di crescita sostenuti e margini elevati, per il ruolo primario della ricerca e per una visione di lungo termine fortemente improntata alla diversificazione.
John Neff
John Neff entra in Wellington Management, non in Vanguard, e dal 1964 al 1995 gestisce il Windsor Fund, del quale Wellington era consulente per gli investimenti. Secondo il CFA Institute, in quei 31 anni il fondo rende in media il 13,7% annuo contro il 10,6% dell’S&P 500 e supera l’indice in 23 anni.
Lo stile è di tipo value, con attenzione agli utili, ai dividendi e alla ricerca approfondita, unita a una certa pazienza. Neff è famoso per il suo approccio contrarian, che cerca opportunità in settori impopolari o trascurati dalle masse.
Jesse Livermore
Jesse Lauriston Livermore (1877-1940) è stato uno dei trader più famosi e influenti del suo tempo. La sua carriera ha attraversato diverse fasi del mercato, compresi i crash azionari del 1907 e del 1929. Inizia a operare precocemente, a soli 14 anni, in una società di intermediazione a Boston.
Diventa celebre per aver previsto i due crash del 1907 e del 1929. Nonostante i numerosi successi, affronta gravi problemi finanziari e personali e muore suicida nel 1940.
La sua filosofia è incentrata sullo studio delle tendenze di mercato, sulla disciplina e sugli aspetti psicologici del trading. Livermore usava spesso ordini stop-loss per limitare le perdite e raramente si affidava a suggerimenti altrui, basandosi solo sulle proprie analisi.
Carl Icahn
Carl Icahn è un imprenditore americano noto per il suo stile di investimento attivista. Inizia la carriera come intermediario di titoli nel 1961 e nel 1968 fonda Icahn & Co., specializzata in arbitraggio e opzioni.
Negli anni si guadagna la fama per uno stile particolarmente aggressivo: acquista partecipazioni significative in aziende per poi spingerle ad attuare cambiamenti strategici che aumentino il valore delle azioni.
Fra le aziende in cui Icahn ha avuto un ruolo significativo figurano RJR Nabisco, Texaco, Phillips Petroleum, Western Union, Viacom, Revlon, Time Warner e Motorola. La sua filosofia mischia elementi value con uno stile attivo e una preferenza per il lungo periodo.
Ray Dalio
Ray Dalio ha fondato nel 1975 Bridgewater Associates, diventato il più grande hedge fund del mondo. È noto per l'approccio sistematico basato sui "principi" e per il portafoglio All Weather, costruito per generare rendimenti stabili in ogni fase del ciclo economico.
All Weather non è costruita per garantire rendimenti stabili in ogni fase. Mira a bilanciare i rischi tra attività sensibili a differenti combinazioni di crescita e inflazione; può comunque subire perdite e dipende dalle ipotesi, dagli strumenti e dalla leva utilizzata.
La sua lezione centrale è la diversificazione tra scenari macroeconomici diversi — crescita, inflazione e recessione — come strumento per ridurre il rischio complessivo di un portafoglio.
Migliori investitori italiani
Sebbene l'Italia non sia famosa nel mondo del trading come gli Stati Uniti, anche il nostro Paese può vantare vere e proprie eccellenze nel campo del trading e degli investimenti.
Fra i nomi dei trader italiani più importanti possiamo senz'altro citare:
- Alessandro Aldrovandi, trader con più di 20 anni di esperienza che offre contenuti informativi nel campo del trading.
- Davide Biocchi: specializzato in trading intraday e scalping sui mercati azionari e dei futures.
- Ugo Selter: trader professionista italiano con oltre 30 anni di esperienza nel settore, che si concentra principalmente sul trading di futures e opzioni.
- Loris Zoppelletto: autore di diversi libri sulla finanza e il trading.
- Marco Tosoni: specializzato in trading di Forex e CFD, offre corsi di formazione.
Investitori e trader non convenzionali
Non tutti i protagonisti del mondo degli investimenti seguono strategie tradizionali. Alcuni hanno costruito la propria fama attraverso approcci non convenzionali, visioni contrarian, operazioni controverse o vere e proprie crisi finanziarie. In questa sezione esploriamo figure che, nel bene o nel male, hanno lasciato un segno profondo nella storia dei mercati.
Medico di formazione e fondatore di Scion Capital, è noto per la tesi ribassista sui mutui subprime costruita attraverso credit default swap. È un caso contrarian basato su analisi dei titoli ipotecari, non sulla semplice previsione di un crash.
Le sue operazioni non rappresentano una strategia da imitare. Il rapporto ufficiale su Barings attribuì il collasso del 1995 a trading non autorizzato, occultamento delle perdite e gravi carenze nei controlli e nella separazione tra front e back office.
Ex broker di Stratton Oakmont coinvolto in manipolazioni e pratiche fraudolente documentate dalla SEC. È un caso di abuso del mercato, non un investitore di riferimento.
Gestore macro noto per aver tratto profitto dal crollo del 1987. Il suo stile combina lettura macro, analisi tecnica e controllo del rischio.
Figura storica dell’analisi tecnica legata a geometria, ciclicità e rapporti numerici. La popolarità dei suoi metodi non equivale a una validazione scientifica o a un vantaggio predittivo dimostrato.
I visionari del tech
Una parte dei protagonisti più influenti della finanza contemporanea proviene dal mondo dell’imprenditoria tecnologica. Dopo aver creato aziende iconiche, molti di loro hanno messo a frutto la propria visione strategica anche nel campo degli investimenti. Non sempre sono investitori nel senso classico, ma hanno contribuito a orientare i grandi trend economici degli ultimi decenni:
- Bill Gates: cofondatore di Microsoft, ha affiancato all’attività imprenditoriale una forte presenza come investitore e filantropo, con attenzione al lungo periodo e interesse verso gli investimenti socialmente responsabili.
- Jeff Bezos: fondatore di Amazon, ha ampliato il proprio ruolo di investitore attraverso Bezos Expeditions, con interessi dalla tecnologia all’aerospazio e una visione orientata all’innovazione.
- Cathie Wood: fondatrice e CEO di ARK Invest, è tra i nomi più noti dell’investimento tematico, con una strategia puntata su settori ad alto potenziale come gli investimenti in intelligenza artificiale, biotech e blockchain.
- Chamath Palihapitiya: ex dirigente di Facebook e fondatore di Social Capital, si è imposto nel venture capital con uno stile mediatico e aggressivo, noto per il ruolo avuto nella diffusione delle SPAC.
- Steve Jobs: pur non essendo un investitore in senso stretto, ha influenzato profondamente l’ecosistema tecnologico globale e il modo in cui il mercato guarda all’innovazione.
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In sintesi, i grandi investitori non condividono un'unica strategia: Buffett e Graham hanno fatto la storia con il value investing, Soros con l'analisi macro, Bogle con l'indicizzazione a basso costo e Lynch con lo stock picking. Ciò che li accomuna è la disciplina e una visione di lungo periodo.
Più che imitarli, la lezione utile è adottarne i principi: capire in cosa si investe, gestire il rischio e restare costanti nel tempo. Per chi vuole partire, il primo passo è iniziare a investire con un broker adatto al proprio profilo e con costi contenuti.