Come investire in materie prime

Quando si tratta di scegliere tra il catalogo degli asset del mercato azionario, l'investimento in materie prime è una delle possibilità a nostra disposizione. In questo articolo vogliamo spiegarvi come potete investire in modo sicuro nelle materie prime, le ragioni per cui dovreste farlo e quali sono i rischi associati.

Commodities: cosa sono

Le materie prime sono quei beni reperibili in natura o materiali grezzi che vengono utilizzati in vari processi di lavorazione con l’obiettivo di produrre beni finali. Esistono materie prime rinnovabili e non rinnovabili. Le prime sono di origine animale o vegetale e possono tornare nuovamente in vita al termine di ogni ciclo di consumo. Le seconde non si rigenerano al termine del ciclo di consumo, come ad esempio il petrolio o il gas naturale.

Perché investire in materie prime

Investire in materie prime è utile tanto per diversificare un portafoglio d'investimento quanto per proteggere il proprio capitale dall'inflazione.

Inoltre, l’andamento del mercato delle materie prime ha una bassa correlazione con i rendimenti del mercato azionario e obbligazionario. Di solito quando le obbligazioni scendono, le materie prime salgono e accade lo stesso quando ci sono choc improvvisi in Borsa.

In questo particolare periodo storico l’interesse per il mercato delle materie prime ha avuto un impulso davvero importante. Lo stesso rally, la crescita netta e decisa delle quotazioni di specifiche commodities, ha alimentato la voglia di investire sulle stesse o beneficiare nel breve periodo di un eventuale profitto. I segnali dell’impennata dei prezzi delle materie prime c’erano già ben prima della crisi della pandemia, bastava osservare il Food Price Index, ma non solo…è solo un esempio.

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Food Price Index

Cos'è il trading di materie prime

Prima di rispondere alla domanda, è necessario effettuare una importante differenziazione tra investire e speculare. Spesso i termini vengono fraintesi. L’obiettivo è chiaramente quello di portare a casa un risultato, ossia un guadagno. Gli speculatori cercano di guadagnare nel minor tempo possibile, pensiamo ai trader che sfruttano le oscillazioni dei prezzi. E proprio questa risposta potrebbe essere quella al punto di domanda sopraindicato. Investire rientra invece nell’ottica di medio lungo periodo ed  include la creazione di un portafoglio che prevede investimenti anche al solo scopo di diversificarlo o renderlo più stabile.

INVESTIRE SPECULARE
Obiettivo: medio-lungo periodoObiettivo: breve periodo
Prodotti: azioni, ETFProdotti: futures, CFD, opzioni

Come investire in materie prime

Esistono differenti modalità per investire sulle materie prime. Questa scelta, inoltre, rappresenta anche il modo più efficace per diversificare un ipotetico portafoglio di investimenti.

E’ possibile comprare e vendere materie prime fisiche anche se l’acquisto dei beni fisici potrebbe non essere pratico, inoltre, è decisamente più comune negoziare sul mercato, ad esempio, con i contratti future. Prima di passare ai future è decisamente utile far riferimento anche agli Indici sulle materie prime.

Indici di materie prime

Certamente uno dei più conosciuti è il Reuters/Jefferies CRB Index, attualmente composto da 19 commodity e che ha una sua particolare storia. Per quel che riguarda il suddetto indice, le materie prime agricole pesano per circa il 40%, il petrolio per il 33%, oro e argento per il 7-8% ed i metalli industriali per il 14%. Il CRB Index inizialmente aggregava 28 materie prime, di cui 26 negoziate sui mercati di scambio di materie prime statunitensi e canadesi e 2 sui mercati a pronti. Comprendeva orzo e lino dal mercato commerciale di Winnipeg; cacao, caffè, rame, cotone, olio di semi di cotone, lana grezza e pettinata, cuoio, piombo, patate, gomma, zucchero e e zinco, dalla borsa di New York; grano, mais, uova, strutto, avena, cipolla, segale, semi di soia, germe di soia e olio di soia, dal mercato di Chicago Exchange. A questi 26 prezzi, l'indice includeva anche il prezzo spot del cotone al mercato di New Orleans e quello del grano al mercato di Minneapolis.

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CRB INDEX

L’altro indice è il RICI – Roger International Commodity Index dove il peso delle materie prime è così distribuito: 40% energia, 17% metalli industriali, 11% metalli preziosi, 32% materie prime agricole e 3% zootecniche.

Un altro indice molto attenzionato dagli operatori è il  Bloomberg Commodity, composto dal 31% energia, 17% industriali, 15% preziosi, 31% agricoltura e 6% zootecnica. 

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BLOOMBERG COMMODITY INDEX

Infine abbiamo il Goldman Sachs Commodity Index – GSCI, creato nel 1991  e composto dal 58% energia, 10,9% metalli industriali, 4,7% metalli preziosi, 18,2% materie prime agricole e 7,5% zootecniche. 

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GOLDMAN SACHS COMMODITY INDEX

Torniamo alla lista degli assets con cui è possibile avere un'esposizione sulle materie prime.

Investire in materie prime attraverso l'esposizione fisica

Questo era il modo tradizionale di investire fino alla comparsa dei mercati azionari e, soprattutto, dei contratti a termine. Consiste nell'acquisto di una merce e nel suo stoccaggio. Si tratta di un'azione comune per alcuni tipi di prodotti, quelli in cui il passare del tempo non implica un deterioramento, ad esempio i metalli preziosi.

Tuttavia, c'è un problema legato all'investimento attraverso l'esposizione fisica. Tenere l'oro in casa non è un'opzione molto consigliabile, a meno che non sia conservato in una cassetta di sicurezza.

Se lo conservate nel caveau di una banca, dovrete sostenere un'altra serie di costi. Investire in materie prime attraverso l'esposizione fisica può essere possibile con questi metalli, ma non con materie prime deperibili come il mais, lo zucchero o il bestiame, che comportano anche un problema logistico e di stoccaggio, oltre al costo finanziario.

Investire in materie prime con le azioni

Si tratta di uno dei modi più semplici di investire, in quanto si tratta di detenere azioni di società legate alle materie prime. Possiamo prendere il caso di uno zuccherificio o di un'azienda che si occupa della lavorazione del petrolio greggio. Se il prezzo della materia prima aumenta, ovviamente aumenterà anche il prezzo delle azioni della società in cui partecipiamo.

Si tratta di un modo molto comune di investire in materie prime, per la sua convenienza e per la possibilità di tenere d'occhio i prezzi. Inoltre, abbiamo accesso a praticamente tutti i mercati che trattano le materie prime e possiamo scegliere quello che ci interessa. Si tratta di un notevole passo avanti rispetto all'investimento in materie prime per disposizione, che attualmente è praticamente limitato ai metalli preziosi e non è adatto in moltissimi casi.

Contratti futures per investire in materie prime

Il future rappresenta una delle modalità che consentono appunto di investire in materie prime, permettendo al produttore e all’acquirente di concordare un prezzo e dei termini per la consegna di una merce in una data futura stabilità.

Il future è un contratto a termine che al momento della contrattazione stabilisce un prezzo di una materia prima o di un paniere che successivamente sarà consegnato ad una data futura. Rappresenta un vero e proprio accordo legale tra due parti per la negoziazione di un asset a un prezzo predefinito, in una data futura specifica.

I produttori di materie prime, ad esempio,  utilizzano i contratti future per garantire il prezzo del loro prodotto prima della vendita i contratti future sono negoziati su un mercato regolamentato Sanciscono sostanzialmente l’impegno a un acquisto differito di un'attività sottostante a un prezzo prefissato.

L'operatore che acquista il future (che si impegna, cioè, ad acquistare a scadenza il sottostante) assume una posizione lunga (long), mentre l'operatore che vende il future assume una posizione corta (short). Nella maggior parte dei casi i future non si concludono con la consegna fisica del bene sottostante, infatti gli operatori preferiscono “chiudere” le posizioni aperte rivendendo un contratto future precedentemente acquistato o acquistando il contratto future precedentemente venduto; ciò consente di risparmiare sui costi di consegna. La borsa, in tal caso, diventa controparte del venditore e del compratore, chiedendo agli stessi le dovute garanzie economiche. 

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Crude Oil Futures Quotes

Investire in materie prime con gli ETF

Gli ETF (Exchange Traded Funds) sono fondi di investimento quotati sui mercati. Esistono delle differenze tra i fondi comuni di investimento e gli ETF. I primi, ad esempio, hanno generalmente spese più elevate rispetto agli ETF, poiché seguono una gestione attiva. La differenza principale è che gli ETF sono quasi sempre a gestione passiva. Sul mercato sono presenti un'ampia varietà di ETF legati alle materie prime. Oltretutto, la non presenza del gestore nella scelta dei titoli che compongono il paniere di riferimento, rende questi strumenti particolarmente convenienti per quel che riguarda i costi. Gli Exchange Traded Funds hanno la particolarità di replicare degli indici legati al prezzo delle commodities o che rappresentano panieri di titoli collegati al mercato delle materie prime. Un aspetto rilevante è riconducibile all’idea che l’ETF è in grado di offrire trasparenza e di flessibilità, permette di monitorare costantemente l’andamento del proprio investimento. Sono strumenti finanziari emessi a fronte dell'investimento diretto dell'emittente o in materie prime fisiche. 

Gli ETC sono strumenti a replica passiva di un sottostante come appunto le materie prime. Anche in questo caso i costi di gestione sono davvero più bassi rispetto ai fondi comuni dove è presente un gestore. La quotazione dell’ETC dipende dal rendimento sul mercato del sottostante che può essere una singola materia prima o anche un determinato paniere. Tale strumento non si limita alle singole materie prime, ma si estende ai loro indici, sotto-indici e indici forward. La quotazione replica la materia prima o quel gruppo di materie prime. Ci sono degli ETC dove la replica è di tipo fisico. Pensiamo ai metalli preziosi e l’acquisto di lingotti ed hanno la dicitura Physical. Il vantaggio degli ETC sta nel fatto che danno la possibilità agli investitori di operare senza possedere fisicamente un bene. 

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Investire in materie prime con i CFD

Altra opportunità per investire in materie prime è rappresentata dai CFD (Contratti per Differenza) che sono tipologie di contratti in strumenti derivati in base ai quali viene scambiata la differenza di valore di una certa materia prima. Il trader specula sull’aumento o sul calo dei prezzi con l’obiettivo di ottenere un profitto. Sostanzialmente il CFD è un contratto in cui due parti si accordano per scambiare denaro in base alla variazione di valore di un asset. Inoltre, i CFD sono contratti standardizzati e velocemente negoziabili. Questi sono solo alcuni vantaggi oltre all’economicità e praticità rispetto all’investimento tradizionale. Un semplice esempio di trading attraverso l’utilizzo dei CFD sulle materie prime può essere rappresentato dall’ipotesi di voler aprire una posizione di acquisto o di vendita sul petrolio e quindi decidere se andare long o short. Immaginiamo di andare long in quanto siamo convinti che il prezzo del greggio salirà. Una volta aperta la posizione potremmo ottenere un profitto o una perdita in base al movimento della quotazione del petrolio.

Attraverso la leva finanziaria è inoltre possibile moltiplicare i profitti e chiaramente aumentando il rischio sull’eventuale perdita. Con la leva 1:20, ad esempio, con 100 euro abbiamo la possibilità di investirne 2000. Sostanzialmente la leva finanziaria è un meccanismo tale che consente di investire solo una parte del valore su cui si negozia. Volendo effettuare un altro esempio, con la leva 1:5 è possibile aprire una posizione pari ad un quinto del capitale nominale. Con 1000 euro di capitale ed una leva 1:5 è possibile aprire una posizione con soli 200 euro. Il capitale che concretamente viene richiesto per l’operatività viene chiamato margine. 

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Opzioni su materie prime

Le opzioni sono dei contratti che attribuiscono al compratore il diritto di acquistare o vendere una materia prima ad un prezzo stabilito ad una certa scadenza. Ecco un’altro modo per investire in commodities. L’utilizzo delle opzioni può essere effettuato anche per proteggere un investimento poiché nel caso di una performance negativa con l’opzione è possibile esercitare il diritto di vendere ad un prezzo prestabilito. 

E’ possibile investire in materie prime tramite l’acquisto di azioni di società, come ad esempio quelle legate al petrolio oppure ad una commodity agricola. 

Il trading sulle materie prime consente non solo di diversificare ma di effettuare un investimento anche di brevissimo termine approfittando delle oscillazioni dei prezzi che sono alimentate da molteplici fattori. 

Quali commodities sono negoziate in Borsa?

Il mercato azionario offre una buona varietà di materie prime da negoziare. Prima di immergervi in questo mondo, dovreste sapere quali sono le principali materie prime in cui potete investire e i migliori broker per investire in materie prime.

Metalli preziosi

In generale, parliamo di oro, argento, platino e palladio. Il loro valore è determinato dalla loro scarsità e sono tutti genericamente definiti titoli rifugio. Forse non hanno rendimenti elevati, ma sono sicuramente facili da vendere e forniscono liquidità immediata. Se possedete metalli preziosi e avete bisogno di convertirli in moneta fiat, sapete che basta vendere per convertirli e che lo farete immediatamente.

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Materiali industriali

Si tratta di materiali come ferro, zinco, rame e acciaio, essenziali per il funzionamento del tessuto industriale. Sono materie prime molto importanti per lo sviluppo dell'uomo e dell'industria.

Materie prime agricole

All'interno di questa classificazione troviamo mangimi per animali, cotone o partite di bestiame.

Materie prime energetiche

Si tratta principalmente di gas naturale, carbone, petrolio e prodotti petroliferi. Anche il settore delle energie rinnovabili è stato inserito nell'equazione e può essere investito attraverso le società che lo sfruttano.

La nuova rivoluzione verde può rappresentare uno stimolo interessante per gli investimenti in materie prime.

Prodotti deperibili

Si tratta di materie come mais, soia, grano e zucchero.

Ovviamente, l'investimento in questo tipo di materie prime avviene attraverso azioni, contratti futures o ETF, come vedremo più avanti.

GruppoMaterie prime
Metalli preziosiOro, argento, platino, palladio.
Materiali industrialiFerro, zinco, rame e acciaio.
Prodotti agricoli e zootecniciMangimi per animali, cotone o partite di bestiame.
EnergiaGas naturale, carbone, petrolio e prodotti petroliferi.
Prodotti deperibiliMais, soia, grano e zucchero.

Migliori materie prime su cui investire

Tuttavia, non tutte le materie prime sono di pari interesse. Queste sono le 7 che sono meglio scambiati e, quindi, quelli in cui l'investimento potrebbe essere considerato più interessante da alcuni.

Petrolio greggio Brent

Originario del Mare del Nord, si caratterizza per essere un prodotto leggero ed è anche il petrolio di riferimento in Europa. Date le sue condizioni, è il prodotto ideale per la produzione di benzina. Come curiosità, va detto che si tratta di un tipo di petrolio greggio che viene estratto dall'oceano, utilizzando una tecnica chiamata fracking.

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Acciaio

È la fusione a caldo di ferro e carbonio. Ubiquitario nel mondo industriale, l'acciaio è una delle materie prime più interessanti per gli investimenti.

Ha la qualità di poter essere lavorato continuamente senza perdere le sue proprietà e viene utilizzato praticamente in tutti i tipi di impianti industriali, oltre che nel settore dello sviluppo urbano. La Cina è al primo posto nel mondo per la produzione di acciaio e ne produce nove volte di più dell'intera Unione Europea.

Petrolio greggio WTI

Si tratta di petrolio greggio West Texas Intermediate, prodotto in Nord America. Questo petrolio, così come il Brent, determina il prezzo di altri combustibili a livello mondiale. La produzione di questo tipo di greggio è rimasta molto stabile per decenni fino all'inizio del 2020. Leggi anche: Differenze tra Brent e WTI.

Semi di soia

La soia è stata definita da molti come il cereale del futuro. La sua domanda a livello mondiale è molto elevata, il che significa che grandi estensioni del territorio americano producono questa materia prima. Brasile, Stati Uniti e Argentina sono i principali produttori mondiali di soia. Il rovescio della medaglia è che gran parte dell'Amazzonia e delle aree forestali dell'Argentina vengono disboscate per coltivare la soia.

Dalla soia si estraggono numerosi sottoprodotti, tra cui farina, latte e olio. È anche un componente dei mangimi per animali.

Ferro

Il ferro è così importante che ha dato il nome a un periodo della preistoria. Il ferro è una delle materie prime per eccellenza, elemento fondamentale dell'acciaio e base per la fabbricazione di un'enorme varietà di prodotti. Il più grande produttore di ferro al mondo è l'Australia, con 900 milioni di tonnellate all'anno.

Mais

Il mais è il cereale più coltivato al mondo. È possibile produrre un gran numero di prodotti a base di mais e di semi di soia. Può anche essere utilizzato per produrre combustibili vegetali, destinati a guidare una nuova rivoluzione nei confronti del petrolio. Gli Stati Uniti, seguiti da Brasile e Cina, formano il podio dei Paesi produttori di mais.

Oro

Investire in oro è forse l'investimento di punta. È un metallo prezioso che si caratterizza per la sua scarsità e può essere acquistato in forma digitale per il commercio.

Broker per investire in materie prime

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Performance delle materie prime

Per quel che riguarda i principali ETF sulle materie prime, in base al rendimento ad un anno, le performance migliori sono state ottenute da:

  • Lyxor Commodities Refinitiv/CoreCommodity CRB TR UCITS ETF con una performance del 29,7%,
  • Xtrackers Bloomberg Commodity Swap UCITS ETF con una performance del 29,2%,
  • L&G Longer Dated All Commodities UCITS ETF con una performance del 28,9%.

Prima dei recenti ribassi, negli ultimi mesi il rally delle materie prime ha avuto un vero e proprio effetto domino rispetto al grande interesse da parte di numerosi operatori e investitori.

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Performance materie prime (ultimo anno)

Volendo stilare una classifica delle commodities e delle specifiche performance, il natural gas ha raggiunto il 67%, sostanzialmente la percentuale più elevata da un anno a questa parte, seguito dall’orange juice pari al 52%, Heating Oil 41%, Soybeans 13%, Live Cattle 13,6%, Corn 9,19% Crude Oil Brent 8,7%, Platinum 8,3%, Lean Hogs 6,9%, Crude Oil WTI 6,3%, Sugar 5,55%, Silver 4,65%, Gold -0,17%, Wheat -2,9%, Cocoa -3%, Palladium -3,3%…

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Materie prime come beni rifugio in periodi di crisi

Le materie prime hanno storicamente rappresentato una vera protezione rispetto ai momenti di crisi finanziaria. La prova concreta si è nuovamente palesata proprio nel periodo caratterizzante la pandemia, senza trascurare il conflitto nel cuore del Vecchio Continente. Si potrebbero effettuare davvero infinite narrazioni e riferimenti a quanto accaduto in passato, basti pensare ad esempio all’oro. Il metallo giallo è tradizionalmente noto come copertura contro l’inflazione. Le stesse banche centrali, durante i periodi di incertezza economica e geopolitica, di alta inflazione, sembrano rivolgersi all’oro come riserva di valore. Ed è quello che è accaduto andando a leggere recenti dati del World Gold Council che mostrano acquisti pari a ben 400 tonnellate di oro nel terzo trimestre del 2022, con un aumento del 340% su base annua.

Inoltre, bisogna ricordare che i beni rifugio hanno un valore intrinseco che generalmente tende a rimanere stabile anche in periodi di crisi. Questo aspetto consente di godere di una ulteriore protezione in fase di recessione economica. A proposito di inflazione e bene rifugio, il gold storicamente ha mostrato una certa effervescenza, basti pensare ad esempio al periodo tra gli inizi degli anni ‘70 e il 1979, quando il tasso di inflazione medio negli Stati Uniti è stato dell’8,8%, l’oro ha avuto un rendimento del 35%, battendo di gran lunga le altre asset class.

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Le prospettive per le materie prime

Le dinamiche legate ai prezzi delle commodities sono numerose e dipendono da

  • fattori macroeconomici,
  • domanda e offerta,
  • livelli di stoccaggio,
  • valore del dollaro
  • elementi di natura geopolitica
  • impatti dei cambiamenti climatici sulle materie prime agricole.

Pensiamo a tutto quello che in questo particolare periodo storico si è palesato in relazione al costo dei noli dei container, basti osservare il Baltic Dry Index (salito addirittura a 5000 punti nel mese di ottobre dello scorso anno)  o il World Container Index. Importante continuare a monitorare il valore del dollaro e dei rendimenti obbligazionari del mercato a stelle e strisce che influiscono decisamente sulle quotazioni dei metalli preziosi. L'oro è tradizionalmente noto come copertura contro l'inflazione, ma l'aumento dei tassi di interesse tende a diminuire il suo fascino in quanto aumenta il costo opportunità di detenere l'asset non redditizio. L'oro tende inoltre ad avere una correlazione negativa con il dollaro.

investire in commodities oggi

Fondamentale per il prossimo futuro la ripresa di specifici settori industriali che possono trainare i metalli industriali come platino e palladio, lo stesso argento legato ad esempio al settore fotovoltaico e non solo, senza trascurare il rame ed i metalli non ferrosi e tutte quelle materie prime che potranno continuare a beneficiare, una volta usciti dall’attuale crisi in corso, del comparto riguardante i veicoli elettrici, l’energia green e tutti quei settori legati strettamente  a quegli obiettivi ad esempio previsti in occasione della Conferenza di Parigi sul clima, i programmi dell’UE, Green New Deal…oppure pensiamo ai fattori relativi alle commodities energetiche, come ad esempio il petrolio che può continuare la fase di ribasso, alimentata dai timori della recessione e dal ridimensionamento della domanda cinese per via delle restrizioni causate dalla pandemia.

Se da un lato continueranno chiaramente ad influire le politiche adottate dall’Opec Plus, è fuor di dubbio che a seconda delle dinamiche dell’economia del dragone, si corre il serio rischio di un surplus dovuto ad una domanda in Cina inferiore al previsto anche per i mesi a venire.

Certamente, il mercato è arretrato nel mese di giugno, quando la Federal Reserve statunitense ha accelerato sugli aumenti dei tassi per combattere l’inflazione. I timori della recessione continuano a pesare sulle commodities e gli stessi indici di riferimento evidenziati nella parte iniziale dell’articolo hanno iniziato da diverse settimane a ritracciare. 

Rischi di investire in materie prime

Mancanza di conoscenza

Siamo noi investitori a determinare il rischio che intendiamo correre quando investiamo in materie prime. In questo caso, il rischio principale che si assume è comune ad altri tipi di titoli, ovvero la mancanza di conoscenza degli stessi. Non è necessario essere un esperto per investire in materie prime, ma è necessario sapere cosa si ha tra le mani e quale potrebbe essere la loro evoluzione futura.

Volatilità

Tuttavia, a parte il fattore della mancanza di conoscenza, il rischio principale dell'investimento in materie prime è che questi prodotti sono altamente volatili. Basta un solo cambiamento geopolitico, e i fatti dimostrano che possono avvenire rapidamente, perché si verifichi un movimento che coglie di sorpresa l'investitore che non sa come agire in tempo.

Attività speculative

D'altra parte, sono prodotti altamente speculativi e, per gli investitori a breve termine, sono uno strumento per ottenere molti profitti in breve tempo, grazie alla leva finanziaria. Di conseguenza, questo fatto potrebbe comportare rischi elevati per l'investitore medio che non ha il tempo e le conoscenze per entrare in un mercato complesso.

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